LA MISSIONE È SALVARE I MATRIMONI

di RENZO GUOLO La legge sulle unioni civili arriva al voto, condizionata da diverse e incrociate ipoteche politiche. Non solo non vi saranno le adozioni per le coppie omosessuali ma, tema assai poco dibattuto in nome della necessità di varare celermente una normativa che tuteli quelle stesse copie, i diritti per i conviventi, in maggioranza eterosessuali, sono affievoliti rispetto alle prime. Introducendo, così, nell'ordinamento tre diversi tipi di legame riconosciuto dallo Stato La legge, infatti, ha mirato sin dall'inizio a distinguere tra matrimonio, unioni civili, che nel testo sono previste solo per le coppie omosessuali, e convivenze. Una negazione di quel principio di unioni civili alla tedesca, tanto decantato inizialmente anche da Renzi, che non a caso non distingue tra unioni omo o etero ma assicura pari diritti a prescindere dall'orientamento sessuale dei singoli. Nel dibattito italiano è invece prevalsa la linea del doppio veto, etico e economico, verso gli eterossessuali conviventi, riconoscendo loro si talune istanze ma facendone una sorta di cittadini con diritti affievoliti. Il Pd ha, infatti, formalizzato la triplice gerarchia matrimonio-unione-convivenza. Le ragioni di questa marcia indietro rispetto agli iniziali propositi "tedeschi" sono insieme politiche e economiche. Il disegno di legge Cirinnà poteva passare solo se non avesse messo in discussione l'istituto del matrimonio: lo esigevano le componenti catto-dem, il centrodestra alfaniano e anche i vertici episcopali italiani, disposti a non fare un'opposizione troppo dura su tutta la normativa purché non equiparasse, di fatto, matrimoni e unioni civili: non tanto, o non solo, tra omosessuali, bensì tra eterosessuali. Concedere ampi diritti alle coppie non sposate, di qualunque orientamento sessuale, avrebbe ulteriormente diminuito il già calante appeal matrimoniale, certificato da numeri inequivocabili. Da qui la decisione di non estendere diritti importanti, quali la pensione di reversibilità, o i benefici legati all'eredità, ai conviventi. Esclusione che, bypassando la rappresentazione mediatica e politica imperante in questi mesi, veniva motivata da taluni militanti omosessuali apparsi incuranti dei diritti degli etero, con una motivazione del tipo: «Le unioni civili sono solo per i gay, poiché gli etero non sono interessati a sposarsi». Dunque, in violazione dell'articolo 3 della Costituzione, che vieta discriminazioni anche in base all'orientamento sessuale, si è varata una normativa che distingue diritti che dovrebbero essere indisponibili. Esclusione, quella discriminante nei confronti delle coppie etero, motivate anche dai costi: estendere i diritti a più di un milione di persone, peraltro in larghissima maggioranza giovani, sarebbe costato molto. Questo duplice veto, etico e economico, ha prodotto l'ircocervo Cirinnà, oggi disconosciuto da molti. È comunque possibile che, fiducia o non fiducia, maxiemendamento o meno, questa legge non abbia lunga vita. La violazione dei principi di eguaglianza sarà sicuramente impugnata davanti al giudice dalle numerose coppie etero che reclamano parità di diritti. Se non vi fosse stata quella triplice distinzione, non vi sarebbe stato alcun timore sulla costituzionalità del provvedimento. È, dunque, probabile che sarà presto la Corte costituzionale pronunciarsi sulla sua legittimità. Non è un grande risultato politico, per il Pd. Scontenta insieme rilevanti settori del mondo Lgbt e la vasta platea elettorale delle coppie eterosessuali. Se la legge fosse stata meditata - la fretta viene da una sentenza di condanna all'Italia della Corte europea dei diritti dell'uomo del 2015 che richiedeva il giusto riconoscimento delle coppie omo, ma non certo a scapito di quelle non sposate etero -, non sarebbe andata così. Ancora una volta, a dispetto delle trasformazioni di una società italiana, molto più rapide e articolate della politica vecchia e chiusa che pretenderebbe di rappresentarla, ha prevalso un compromesso al ribasso che, prima ha colpito i diritti delle coppie etero conviventi e poi, in una prevedibile nemesi politica contro chi non si è battuto per una battaglia davvero unitaria sulle unioni civili, ha affossato anche le adozioni per gli omosessuali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA