Giussago, bullo arrestato per la rivolta in comunità

GIUSSAGO A settembre del 2015 era stato arrestato con l'accusa di avere pestato a sangue, insieme ad altri giovani, un barista su un bus, sospettato dal gruppo di essere gay. Per Jurgen Ndrelalaj, 19 anni, di origini albanesi ma sempre vissuto in Italia, l'indagine per tentato omicidio è ancora in corso (il barista era stato ridotto in fin di vita), ma il ragazzo ha fatto in tempo a finire ancora nei guai. Domenica è stato protagonista di una sorta di rivolta all'interno della comunità di via dei Platani a Giussago, che ospita minori in difficoltà. Tra lanci di uova, minacce e ingiurie alle educatrici la situazione è degenerata a tal punto che il personale della comunità ha dovuto chiamare i carabinieri. Sul posto è intervenuta anche un'ambulanza: il ragazzo e altri giovani ospiti della struttura avevano consumato alcol. Il 19enne è accusato di avere capeggiato il gruppo e di avere spronato i compagni a reagire contro i carabinieri che cercavano di riportare la situazione alla calma. Quando i militari sono entrati nella comunità hanno trovato le mura esterne sporche di uova e sacchi di sporcizia sparsi per terra. Il gruppo dei rivoltosi era all'interno di una stanza, con le luci spente, al piano superiore della comunità. I carabinieri sono stati investiti da una pioggia di insulti e di minacce e solo con una certa fatica sono riusciti a stanare i giovani. Il 19enne è stato arrestato. Ieri mattina è stato portato davanti al giudice Pasquale Villani, per la direttissima. Il pubblico ministero Antonella Santi aveva chiesto il carcere, ma il giudice ha deciso di disporre gli arresti domiciliari a casa della madre del ragazzo, a Genova. Il processo a Pavia è fissato per il 31 marzo. (m. fio.)