Bimbi autistici, niente soldi per il sostegno
L'autismo è caratterizzato da gravi alterazioni nella comunicazione verbale e in quella non verbale e da un estraniamento più o meno accentuato dalla realtà. L'autismo infantile fa il suo esordio entro i primi tre anni di vita. Nella stragrande maggioranza dei casi i primi sintomi riferibili a un disturbo autistico iniziano a diventare evidenti tra i 10 e i 20 mesi. In base ai dati attuali, l'autismo colpisce un individuo su 2.000 circa.di Stefania Prato wMAGHERNO Due figli autistici, di 2 e 4 anni, la necessità di due insegnanti di sostegno e il Comune che, per mancanza di fondi, può assicurare solo un'assistenza di due ore e mezza al giorno. Così i bimbi che frequentano la scuola materna, una struttura di proprietà delle suore e gestita dalla cooperativa Arcobaleno, sono costretti a frequentare a tempo ridotto, «per evitare che rimangano isolati, perché una delle conseguenze di questa patologia è proprio l'incapacità di relazionarsi», spiega Antonella Russo, giovane mamma che lo scorso luglio viene a sapere che il piccolo di 4 anni soffre di questo disturbo neuro psichico. La diagnosi dei medici arriva dopo un periodo di osservazione durato circa sei mesi. A settembre i genitori iniziano la procedura per chiedere al Comune l'assistenza di un insegnante di sostegno, come stabilito dall'ex Asl, che ha giudicato il piccolo invalido al 100%. Le lezioni iniziano alle 8,30 per concludersi alle 15,45 e il Comune assicura un'insegnante per 4 ore al giorno per 20 ore settimanali. Spesa: 10mila euro. Lo scorso dicembre arriva la seconda, terribile, diagnosi: anche il più piccolo soffre dello stesso disturbo, peraltro in forma più grave. I genitori tornano in municipio per chiedere un'insegnante di sostegno anche per il secondogenito che ha iniziato a frequentare la materna lo scorso gennaio, iscritto nella sezione primavera. Ma il sindaco spiega che mancano le risorse per assicurare un aiuto ad entrambi. «Prima propone la stessa insegnante per tutti e due i bambini, ma abbiamo dovuto rifiutare, dietro parere medico. Poi offre 26 ore settimanali complessive, 2 ore e mezzo al giorno, togliendo parte dell'assistenza al più grande - spiega Russo -. Il primo bimbo lo facciamo uscire alle 13,30 e il secondo alle 11,30, pur pagando interamente la retta che è, rispettivamente, di 120 e 150 euro. La situazione è insostenibile e abbiamo deciso di lasciare Magherno». Per il consigliere comunale di minoranza Giovanni Amato «questa situazione è figlia di un'inadeguatezza amministrativa». «È necessaria una programmazione che manca, soprattutto in settori delicati come scuola e sociale - aggiunge -. La conseguenza è che il paese sta morendo, con le giovani coppie che lasciano Magherno dove trovano servizi approssimativi». Il sindaco Maurizio Gambini respinge le accuse, ricorda che «il paese non è allo sfascio e i servizi vengono erogati» e sottolinea come «ci sia la volontà di aiutare tutti, nonostante le risorse limitate». Per questa famiglia, fa sapere Gambini, il Comune spende più di 10mila euro all'anno. «Una cifra importante - precisa -. Ci rendiamo conto del problema che vive la famiglia, ma il budget deve servire per tutti coloro che hanno bisogno. Senza dimenticare che, nel corso dell'anno, potrebbero esserci anche altre richieste».