Binasco, work in progress
BINASCO «La classifica io nemmeno la guardo», afferma convinto il mister della formazione juniores della Virtus Binasco, Stefano Agati. Per quest'anno, infatti, la priorità del giovane allenatore è il miglioramento dal punto di vista tecnico al fine di tentare di vincere il campionato juniores l'anno prossimo. Durante la stagione non sono arrivate molte vittorie, ma Agati può ritenersi comunque soddisfatto: «Sono arrivato l'anno scorso quando i ragazzi disputavano il campionato Allievi e la rosa era composta da 16 giocatori, tutti del '98 fatta eccezione per due che sono del '99 e uno della classe 2000. Rispetto alla stagione precedente ci sono stati 4 elementi che sono andati via per loro scelta e sono arrivati 5 innesti, questi 5 nuovi giocatori sono entrati a far parte della formazione dopo un colloquio con il sottoscritto, allo scopo di verificare se avessero le qualità richieste per far parte della società. La finalità principale con la quale sono partito non era quella di ottenere il risultato a tutti i costi, ma di lavorare per crescere dal punto di vista calcistico e sotto il profilo umano». Ancora Agati: «Mi interessava creare un gruppo unito, coeso e nel quale tutti remano dalla stessa parte. Sono contento perché ci stiamo riuscendo: la mia squadra gioca a calcio, gli avversari che abbiamo incontrato magari hanno delle ottime individualità, però non hanno la nostra capacità di impostare il gioco. Tengo a sottolineare, inoltre, che molte formazioni schierano spesso dei fuori quota, ragazzi che rispetto al nostro giocatore più giovane (classe 2000) hanno anche 5 anni di più e questo per quanto riguarda il risultato sul campo ci penalizza. Tuttavia, attualmente, è importante continuare a lavorare sulla capacità di giocare palla a terra, di capire come muoversi in fase di possesso e in quella di non possesso. In questo senso cerco di farli allenare il più possibile con il pallone fra i piedi». Gli allenamenti si dividono in tre fasi: una parte iniziale di riscaldamento, una centrale in cui curiamo maggiormente l'aspetto tattico e infine la classica partitella per divertirsi». Il fatto che la squadra sia unita e che ci sia armonia nello spogliatoio è dovuto probabilmente alla volontà di Agati di stabilire un rapporto con i ragazzi fondato sulla schiettezza e sul rispetto: «Mi piace avere un confronto diretto con i miei giocatori, ma voglio anche che esprimano le loro opinioni e dicano se c'è qualcosa che non va. Mi posso ritenere fortunato perché ho trovato a Binasco ottimi ragazzi, con genitori bravissimi che non creano nessun problema, anzi quando serve danno una mano. Adesso mi aspetto che i miei non abbiano paura di dimostrare sul campo quanto valgono perché se il traguardo più imminente è vincere il campionato l'anno prossimo, quello di portata maggiore è il salto in prima squadra». Giovanni Di Domenica