Il suo “no” convinto a Berlusconi

ROMA La «nuova barbarie» chiamava Umberto Eco la politica di Silvio Berlusconi che non poteva certo piacere all'autore de "Il nome della rosa" che ai suoi studenti insegnava a coltivare e criticare i vari punti di vista. Era, come dice lo storico direttore di Rai3 Angelo Guglielmi, che con lui aveva condiviso l'esperienza nel Gruppo '63, un «combattente, antiberlusconiano senza mai diventare ideologico». Anche se non esitò a paragonare Berlusconi con Hitler, scatenando allora una grande polemica. Era il 2011, Eco era incalzato dai giornalisti alla Fiera di Gerusalemme. Gli chiedevano se Berlusconi fosse paragonabile a Gheddafi e Mubarak. Lui rispose: «No, il paragone, intellettualmente parlando, potrebbe essere fatto con Hitler: anche lui giunse al potere con libere elezioni». «Considerava Berlusconi l'uomo di cui bisognava liberarsi per riaprire le finestre», dice Guglielmi. Ed era «ossessionato dal fatto che facessimo la figura degli ignoranti e degli sprovveduti, come accadeva quando c'era Berlusconi» ricorda Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia che nacque per contrastare il berlusconismo. «Da sempre ha mostrato la sua avversità per un certo tipo di cultura» spiega Guglielmi anche se, sottolinea la Bonsanti, a Berlusconi «riconosceva la bravura nella comunicazione: lui che odiava la propaganda e le finzioni, aveva un sesto senso per riconoscerle». Diceva che con Berlusconi «al colpo di Stato si era sostituito lo struscio di Stato» e sosteneva che invece di «uccidere le facoltà umanistiche bisognerebbe umanizzare le facoltà scientifiche». Una battaglia che ha fatto davvero fino alla fine, da quando ha cominciato a prefigurarsi il colosso "Mondazzoli". È stato tra i primi a lanciare un appello, firmato da molti scrittori, per non lasciare che Mondadori divorasse il gruppo Rcs fino ad arrivare alla decisione di fondare una nuova casa editrice, La nave di Teseo, con Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose, pronti insieme a Eugenio Lio e Anna Maria Lorusso a lasciare l'amata Bompiani per questa nuova avventura di indipendenza e pluralità. «Era fiero di questa nuova impresa. Era il suo orgoglio, la cosa più importante di cui abbiamo parlato fino all'ultimo. È l'eredità che ci lascia da portare avanti» ha ricordato Elisabetta Sgarbi direttore editoriale della nuova casa editrice per cui uscirà il 27 febbraio l'ultimo libro di Eco "Pape Satan Aleppe". «Quando il suo nipotino gli ha chiesto de La nave di Teseo: "nonno perché lo fai? Ha risposto: perché si deve". Questo vuol dire dare un esempio. Mettere insieme il cuore e la ragione».