Il cuore si fermò il giorno dopo l’operazione
Il calvario di Sara Ippolito (nella foto) e della sua famiglia comincia il 15 gennaio del 2010, quando la ragazza si sottopone a un'operazione di appendicite all'ospedale Predabissi dell'Azienda ospedaliera di Melegnano. L'intervento sembra andare bene, ma nel decorso post operatorio, affrontato nel reparto di pediatria, la ragazza lamenta difficoltà a respirare. Il mattino dopo la situazione precipita: la ragazza va in arresto cardiocircolatorio. Quindici minuti dopo si riprende, ma poi seguono altri due arresti: da qui i gravissimi danni cerebrali che ancora oggi la costringono in stato vegetativo. A distanza di sei anni da quel dramma nessuno, ancora oggi, sa cosa avesse causato le difficoltà respiratorie. I familiari, nel chiedere l'apertura di un'indagine, si sono concentrati su quella giornata trascorsa in pediatria. Secondo il consulente nella causa civile, di fronte a un'insufficienza respiratoria gravissima, venne dato alla ragazza l'ossigeno solo dopo 40 minuti e, secondo la sentenza, «con estremo e ingiustificato ritardo».