Il bel detective tenebroso è il più venduto in Italia dopo Tex
PAVIA È l'unico Indagatore dell'Incubo al mondo, la paura lo affascina, ne ha fatto un mestiere. Creato da Tiziano Sclavi, Dylan Dog è il più celebre protagonista della serie di storie pubblicate a partire dal 1986 da Sergio Bonelli Editore (allora Daim Press), che hanno alternato l'horror tradizionale con "omaggi" ai mostri classici (Frankenstein, l'Uomo Lupo, Dracula e tanti altri), allo splatter moderno di Dario Argento e George Romero, poi al giallo, al surreale e al fantastico, sempre con grande ironia, ed evolvendosi, nel corso degli anni, verso una sorta di "sophisticated horror comedy". Lui, Dylan Dog, è un detective privato che si occupa esclusivamente di casi insoliti, in tutte le sfumature del termine: ex agente di Scotland Yard, ha poco più di trent'anni, è inglese, vive a Londra in una casa piena di gadget "mostruosi" e con un campanello che invece di suonare lancia un urlo agghiacciante. Ironico, impulsivo, problematico, forte e tenero nello stesso tempo, odia la violenza, ama le donne e cela un passato misterioso di cui si sa ben poco, e anche quel poco è avvolto in una dimensione onirica e surreale. Con questi ingredienti Dylan Dog è esploso, diventando il secondo fumetto più venduto d'Italia dopo Tex, con circa 120mila copie al mese mese (considerando solo la serie principale). Nei primi anni, la maggior parte delle storie furono scritte da Tiziano Sclavi, al quale si sono poi alternati altri autori: Claudio Chiaverotti, Mauro Marcheselli, Pasquale Ruju, Michele Medda, Paola Barbato, Gianfranco Manfredi, Gianluigi Gonano e, più tardi, anche Alessandro Bilotta e Roberto Recchioni. Le sceneggiature di Sclavi si sono via via rarefatte fino a scomparire per alcuni anni: dopo un ritorno sugli albi n. 240, 243, 244 e 250 (usciti tra il 2006 ed il 2007) è iniziata una nuova lunga assenza, ora interrotta con l'annuncio dell'uscita (ottobre 2016) di una nuova sceneggiatura inedita firmata da Sclavi per i trent'anni del fumetto. (m. piz.)