Cirinnà contro i “renziani” Il Pd è alla ricerca di alleati
di Maria Berlinguer wROMA Unioni civili? «Il Papa non si immischia nella politica italiana». Nel Pd parte la resa dei conti tra laici e cattodem e a scatenare la guerra è proprio Monica Cirinnà che, salvo ritrattare e «sbugiardare» l'autore del pezzo pubblicato dal Corriere della Sera, chiama in causa i renziani per il flop della legge. Bergoglio intanto smentisce il capo delle Cei, Bagnasco. «Io non so come stanno le cose nel Parlamento», dice Bergoglio rispondendo a una domanda sulla legge in discussione al Senato. «Ho detto ai vescovi che il Papa è per tutti e non può mettersi in politica», spiega. Parole che arrivano al termine di un'altra giornata ad altissima tensione tra Pd e M5s certo, ma anche tra i democratici. A gettare benzina sul fuoco è Monica Cirinnà, la paladina del ddl che porta il suo nome che ha subito una pesante battuta d'arresto dopo che i grillini hanno annunciato a sorpresa il loro no all'emendamento canguro di Marcucci. «Pago certe porcate fatte dai renziani che volevano un premietto dal rimpasto di governo» si sfoga la senatrice dem tirando in ballo i cattodem, a partire dalla «renzianissima Di Giorgi. «Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario e allora che sono scattate volgari ripicche», dice Cirinnà, quasi imputi più a democratici che ai grillini che pure accusa di averla tradita lo sgambetto in aula che ha costretto il Pd a rinviare il ddl alla prossima settimana per non andare sotto. Parole pesanti subito smentite dalla diretta interessata che nega di aver rilasciato l'intervista al Corriere e accusa: non bastano i canguri ci sono anche gli sciacalli. Con la Di Giorgi giura, ho un ottimo rapporto, al di là delle diverse opinioni e la rispetto perché fa battaglie alla luce del sole, Inutile dire che tutto il Pd prova a gettare acqua sul fuoco, Cercando di prolungare la tregua che Matteo Renzi ha chiesto fino a domenica, quando il caso unioni civili sarà affrontato in direzione, dove è presumibile ci sarà una resa dei conti in vista delle votazioni della prossima settimana, Renzi insiste nel tacere ma conferma di volere la legge. «Non possiamo darla vinta ai grillini nè ad Alfano» dice. Il segretario La giornata è scandita da rinioni di corrente e di gruppo. Al momento si continua a lavorare sullo stralcio della stepchild adoption, ovvero le adozioni del figlio del partner anche nelle coppie gay. «La parola stralcio è una bestemmia, poi ci sono i voti dell'aula», avverte però il sottosegretario alle Riforme, il Pd Luciano Pizzetti. Ma la sinistra del partito incalza. In altre occasione, sottolinea Roberto Speranza, il premier segretario ha usato per altro la forza per imporsi, «Sulle unioni civili mi aspetto da Renzi la stessa determinazione che ha avuto sulla legge elettorale e sul jobs act. Basta aspettare», scrive su Twitter Speranza. Quanto alla stepchild adoption l'ex capogruppo a Montecitorio avverte: «È irrinunciabile». Ma per far passare la legge i voti del solo Pd con Sel, verdiniani e frange laiche non bastano. Al netto delle divisioni interne il Pd deve trovarsi un alleato. «Da soli anche uniti non bastiamo» ripetono a Largo del Nazareno. Non considerando che il M5S insiste nel confermare che il loro no, non è stato alla legge, ma al canguro, l'emendamento del renziano Marcucci che avrebbe cancellato moltissimi emendamenti presentati, anche dopo il ritiro da parte del Carroccio delle 4500 modifiche sulle 5000 presentate. Ribadiamo il sì alla legge e il no al canguro», dichiarano Airola e Fico convinti che il ddl potrebbe superare la prova dell'aula. Ma Di Battista provoca sul web e invita Renzi a mettere la fiducia sul ddl. «Se la fiducia non passa il governo va a casa, a noi il canguro fa schifo perché cancella il dibattito», dice. Renzi non ha alcuna intenzione di ripetere l'errore di fidarsi dei pentastellati. Tre sono le ipotesi: spacchettamento del canguro mettendo in sicurezza la prima parte della legge e lasciando le adozioni al voto dell'aula. Fare un accordo al ribasso con Alfano. Infine ritirare il canguro e affidarsi ai grillini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA