Pasti dalla scuola per i nuovi poveri

CASTEGGIO A Casteggio è allarme povertà. In un contesto già difficile sono arrivati con il nuovo anno segnali di un ulteriore peggioramento. E all'ufficio Servizi Sociali la preoccupazione è tangibile. «Non solo le risorse sono limitate, -spiega l'assessore al welfare, Anna Raffinetti- ma c'è stato un tracollo negli ultimi mesi, con tanti casi di "nuovi poveri". Già dopo la metà dello scorso anno avevamo assistito a una crescita di richieste di aiuto e con l'inizio del 2016 il trend è ulteriormente peggiorato. C'è di che essere molto preoccupati». Le vicende che emergono raccontano di tante famiglie che faticano a garantirsi uno standard dignitoso di esistenza. «Ci sono bambini -continua l'assessore- che non possono fare merenda nell'intervallo come i compagni. Basti aggiungere poi come in questo periodo, abbiamo anche dieci persone adulte che vanno alla mensa scolastica a prendere i pasti: ci arrangiamo come possiamo, per dare una mano». Famiglie che sino a poco tempo fa conducevano una vita più che dignitosa, si trovano di colpo sul lastrico: «Mi trovo di fronte persone del nostro Comune che mai avrei pensato arrivassero a bussare alle nostre porte. Purtroppo la realtà di oggi è tragica: le attività sono sempre meno numerose e, una volta perso il lavoro, ritrovarne uno è sempre più difficile. Anche la cassa integrazione per tanti ormai è esaurita. Così iniziano i problemi con il pagamento delle utenze, in primis con gli affitti. E oggigiorno se non si paga l'affitto, la tolleranza è minima: ben presto arriva lo sfratto» spiega la Raffinetti. Il problema è che anche le istituzioni dispongono di mezzi sempre più limitati: «Le risorse sono risicate. E non è pagando una tantum una bolletta a una persona sul lastrico che si possono risolvere i suoi problemi. La verità è che gli aiuti sono pochi e di case popolari non ce ne sono più. Personalmente sono disperata e molto demoralizzata: la situazione peggiore è di chi è rovinato e non trova aiuto, ma anche per noi operatori non poter dare delle risposte è frustrante». Alessio Alfretti