Croce rossa, 35 autisti da collocare

PAVIA Sono 35 gli autisti soccorritori della Croce rossa italiana da sistemare nelle strutture sanitarie in provincia di Pavia. Ma, da quanto emerge dall'incontro in regione, al momento non ci sono abbastanza posti disponibili mentre ci sarebbero posti vacanti a Lodi e Brescia. L'incontro tra sindacati, direzione generale Welfare e Areu, l'azienda regionale di emergenza urgenza incaricata di fare da regia alle operazioni necessarie dopo la privatizzazione della Croce rossa, è avvenuto la settimana scorsa, giovedì si replica. L'obiettivo è arrivare all'assunzione negli enti del sistema sanitario nazionale presenti sul territorio lombardo di personale con funzioni di autisti soccorritori e autisti soccorritori senior già in servizio a tempo indeterminato presso la Croce Rossa Italiana ormai privatizzata. «Si tratta di quei dipendenti che al momento del passaggio hanno deciso di restare nel settore pubblico – spiega Roberto Gentile, Fials – sono 161 professionisti già operativi e 61 in attesa di stabilizzazione. E continueranno ad essere pagati dai ministeri vigilanti di Croce Rossa». I sindacati hanno chiesto di sospendere le procedure concorsuali per "autisti-soccorritori" in atto in tutti gli enti sanitari di Regione Lombardia in modo da favorire l'assunzione di questi autisti ex Cri da ricollocare. Areu farà da regista alle operazioni, cercando di trovare per questi autisti soccorritori posti il più possibile affini al profilo prevalente «mantenendo, però, la possibilità di valutare possibili scenari alternativi d'impiego in modo da poter garantire una proposta lavorativa a tutti i lavoratori». L'impegno di sindacati, Direzione generale e Areu è quello di formulare per tutti una proposta lavorativa all'interno di 118, ex Asl e ospedali: «Il personale interessato potrà esprimere il proprio consenso – spiega Gentile – trattandosi, in ogni caso, di mobilità volontaria». Attualmente dei 35 autisti soccorritori che erano in servizio nella Croce rossa in provincia di Pavia una decina, da novembre, fanno da soccorritori di prossimità in convenzione col Comune di Pavia, altri sono ancora negli uffici della Croce rossa regionale, altri sono nei Comuni, in convenzione. Quasi tutti hanno scelto di restare nel pubblico, affrontando la mobilità, per le garazie maggiori rispetto al privato. Sono quasi tutti operatori con oltre 10 o 15 anni di esperienza come soccorritori in ambulanza, e porterebbero nuova linfa a ospedali e Areu: sarebbero infatti personale in più ma pagato dal ministero, non dalla regione. E quindi fuori dai vincoli del budget. (a.gh.)