CHI PAGA C’È MA NON È QUELLO GIUSTO

di ALESSANDRO MOSER Mentre a Pavia, ieri mattina, la polizia arrestava 13 persone accusate di aver saccheggiato per anni la mensa del San Matteo, a Monza ne venivano arrestate altre 21 (tra i quali Fabio Rizzi, uomo di fiducia di Maroni, volto della nuova sanità lombarda dopo l'era Formigoni) per un giro di appalti truccati nella fornitura di servizi odontoiatrici alle aziende sanitarie. I primi rubavano le derrate alimentari destinate ai malati del Policlinico. I secondi fornivano servizi che gli inquirenti definiscono "scadenti". Scadenti ma cari: 400 milioni è la stima del bottino. In entrambi i casi stiamo parlando di ruberie che colpiscono il cuore del nostro welfare. Così come le malversazioni che hanno portato in carcere l'ex assessore regionale alla sanità lombarda Mantovani e quelle di cui sono accusati l'ex presidente di Asm Pavia Chirichelli e i suoi sodali. Se mettiamo in fila questi scandali, racchiusi in pochi mesi, ne risulta una sequenza impressionante di malaffare nella pubblica amministrazione. Se allarghiamo un po' lo zoom al resto d'Italia, ad esempio alla raffica di inchieste sull'assenteismo, ci troviamo di fronte non più a fatti episodici, circoscritti, casuali, ma a un profondo e pervasivo degrado civile, un virus che infetta istituzioni fondamentali per la qualità della vita dei cittadini. Come se si fosse perduto alla radice ogni senso di legalità. CONTINUA A PAGINA 13