Austria: presto controlli ai valichi con l’Italia
BRUXELLES Vienna conferma, presto ci saranno controlli per limitare il flusso dei migranti sui valichi con l'Italia, a Tarvisio, Brennero e Resia: in tutto sono 12 i passi sul confine meridionale che saranno presidiati. Ad annunciare la misura, nell'aria da giorni, sono stati i ministri degli Interni austriaco Johanna Mikl Leitner e quello della Difesa Hans Peter Doskozil. Gli accertamenti, che dovrebbero prendere il via ad aprile quando si prevede un nuovo picco dei flussi, saranno effettuati su treni, bus e auto. E non si esclude la possibilità di «recinzioni». La doccia fredda arriva a due giorni dal vertice dei leader Ue, che oltre ad affrontare il tema della Brexit, si dedicherà ancora alla crisi dei migranti. L'ultima bozza delle conclusioni disponibile richiama «ad un'ulteriore azione concertata» e la necessità di porre fine «all'approccio da ondata», cioè fuori controllo. Ma si indica anche l'importanza «di restare vigili sui possibili sviluppi che riguardano altre rotte, in modo tale da poter intraprendere azioni rapide». Il riferimento - spiegano fonti Ue - è all'Italia, ma anche alla Finlandia, dove i migranti arrivano passando dalla Russia. Secondo un rapporto sulla crisi dei profughi della Commissione Ue e Servizio europeo per l'azione esterna con contributi di Frontex, Easo, Europol e Stati membri, la Croazia «continua ad essere il principale punto di ingresso per i migranti irregolari sulla rotta Balcanica», dopo la barriera installata a metà settembre dall'Ungheria con la Serbia. E non è un mistero che nuove azioni unilaterali dei Paesi potrebbero modificare ancora i percorsi. Da qui la decisione di Vienna di mettere le mani avanti anche verso l'Italia. D'altra parte l'Austria è uno dei sei Paesi Schengen che ha in atto i controlli alle frontiere interne. E nelle settimane scorse ha stabilito un tetto massimo di 37.500 ingressi di richiedenti asilo per il 2016. Un limite che per il ministro degli Esteri Sebastian Kurz potrebbe essere raggiunto già a marzo. Per permettere a Paesi come Austria e Germania di andare avanti con i controlli, Bruxelles ha lanciato una procedura che, se arrivasse alla sua ultima fase, porterebbe all'attivazione dell'articolo 26 e a controlli alle frontiere interne fino a due anni. E anche se il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker definisce «aberrante» la chiusura delle frontiere, l'iter potrebbe arrivare a fine corsa se la Grecia non sarà capace di riparare alle «gravi carenze» nella gestione delle frontiere esterne, attraverso cui nel 2015 sono entrati 880mila migranti. Il rischio per la Grecia di un'estromissione di fatto dall'area Schengen è forte. Atene ha tre mesi per rimediare, per questo accelera sugli hotspot. Il ministro della Difesa Panos Kammenos ha annunciato che 4 sono pronti, e per il quinto è questione di giorni.