Leucemie nei bimbi, 50 trapianti l’anno
Palloncini bianchi lasciati liberi verso il cielo come segno di speranza per i bambini che si sono ammalati di cancro. Li hanno lanciati i bambini della pediatria, al San Matteo, e anche i loro coetanei della scuola elementare di Mirabello (Pavia) e della scuola materna grazie all'iniziativa organizzata dall'Associazione Gentitori e Amici del bambino leucemico (Agal) che proprio a Mirabello gestisce una casa per accogliere i bambini che vengono a curarsi nel reparto di Oncoematologia pediatrica del San Matteo di Pavia con le loro mamme. «Lo facciamo in segno di speranza e fratellanza con questi bambini che devono stare in ospedale». Spiega Niccolò, allievo della quinta A. «Questi bambini possono avere anche la nostra età, per questo lanciamo i palloncini», spiega Riccardo, quinta A. «Anche a voi sarà capitato di avere la febbre, la tonsillite, magari un po' forte – spiega Clara Baggi, presidente dell'Agal – Poi ci sono dei bambini che hanno delle malattie per cui devono essere ricoverati in ospedale. Per loro, per esprimere la nostra vicinanza e la speranza che un giorno possano guarire tutti, siamo qui oggi». Tutti i bambini della scuola elementare di Mirabello si sono messi in cerchio, con loro anche i piccoli allienvi della scuola matern, tutti con le mani strette a tenere i palloncini. Alle 11 il conto alla rovescia e la nuvola di palloncini bianchi si è librata in alto nel cielo. Il video dell'iniziativa è disponibile sul sito internet della Provincia pavese www.laprovinciapavese.it.di Anna Ghezzi wPAVIA Al quarto piano del padiglione della Pediatria al San Matteo le stanze hanno nomi di fantasia e disegni colorati per esorcizzare la paura. E nella giornata mondiale contro il cancro infantile anche sopra l'ospedale, dalle finestre, si sono visti volare i palloncini bianchi. Nel reparto di Oncoematologia pediatrica diretto da Marco Zecca ogni anno si fanno circa 50 trapianti di midollo o di cellule staminali, uno alla settimana, contro le leucemie nei bambini. Pavia è al secondo posto a pari merito con Genova e Torino per casi trattati, prima in Lombardia. In particolare al San Matteo si seguono i pazienti con leucemia acuta e alcuni casi di neuroblastomi o sarcomi. Quali sono le possibilità di cura dei tumori infantili? «Ogni anno si ammalano di qualche tipo di tumore maligno circa 1500 bambini in Italia tra 0 e 15 anni _ spiega Zecca _ e l'80% guarisce. Il difficile però comincia adesso, per due motivi: mentre alcune forme come le leucemie linfatiche acute riescono a guarire nel 90% dei casi, esistono altri tipi di tumore, come il neuroblastoma, che soprattutto nelle forme disseminate, si riescono a curare solo nel 40% dei casi. Dall'altra ormai i rislutati nelle leucemie sono così buoni che riuscire a migliorarli ulteriormente è molto difficile». Novità all'orizzonte? «Per quanto riguarda le leucemie ci sono allo studio farmaci mirati contro specifiche mutazioni genetiche alla base delle leucemie oppure farmaci che agiscono con meccanismi diversi rispetto alla tradizionale chemioterapia. Oggi si è in grado di identificare qual è lo specifico difetto genetico alla base di molte leucemie e in futuro questo permetterà di usare farmaci non chemioterapici che vanno ad agire su quello specifico difetto genetico». Al San Matteo c'è un progetto sul trapianto di cellule staminali per la cura delle leucemie. Che vantaggi ha? «Noi abbiamo un programma molto importante per il trapianto di cellule staminali da donatore parzialmente compatibile, papà o la mamma. Questo è molto importante perché molti bambini che hanno bisogno di un trapianto non riescono trovare un donatore compatibile o comunque non lo riescono a trovare in tempo utile. Spesso il trapianto va fatto rapidamente e per trovare un donatore servono 3 o 4 mesi quando il tempo non c'è. La possibilità di usare, con tecniche di separazione particolari, cellule staminali emopoietiche permette di avviare a questa procedura tutti i bambini che ne hanno bisogno nel momento giusto, senza perdere tempo, senza avere una progressione di malattia». E l'efficacia è la stessa rispetto alle tecniche tradizionali? «Le percentuali di efficacia sono identiche rispetto al trapianto di midollo da donatore identico, fratello o sorella, e da donatore compatibile da banca».