Code al Cup e uno sportello chiuso

di Anna Ghezzi wPAVIA Arrivare al Cup, al centro unico prenotazioni del San Matteo nella palazzina Ex Asl, prendere il numero e avere trenta persone davanti. La gente occupa tutte le sedie e sta in piedi, arrivando fino a metà dell'atrio. La situazione era stata segnalata la settimana scorsa alla direzione amministrativa da Andrea Boggiani, rappresentante dei lavoratori per la Fials, che aveva raccolto lo sfogo delle dipendenti. Ieri mattina alle 10 la situazione era la stessa: solo cinque sportelli aperti su sei, i pazienti accalcati. Un po' meglio alle 8, all'apertura. Ma nel corso della mattinata il Cup diventa il collo di bottiglia del San Matteo. Il problema? Da alcuni giorni manca un toner alla stampante dello sportello sei. Che quindi resta chiuso nonostante ci sia il personale in servizio per aprirlo. «Abbiamo raccolto lo sfogo del personale del Cup che in questi giorni si trova ad operare in evidenti difficoltà – spiega Boggiani –. Su 6 sportelli da mercoledì 10 febbraio ne apriamo 5, il sesto è inutilizzabile per mancanza di toner nella stampante nonostante il personale ci sia». Un problema ancor maggiore se si pensa che da un anno circa le prestazioni si possono prenotare solo chiamando il Centro unico regionale oppure presentandosi di persona al Cup centrale del San Matteo, e non più al telefono. E che progressivamente sono stati chiusi diversi Cup che erano dislocati nelle cliniche, anche se a questo, in parte, ha posto rimedio l'apertura degli sportelli al pian terreno del Dea dove si registrano le impegnative per gli ambulatori di quel blocco. «Inoltre – prosegue Boggiani – dal 29 gennaio si presentano al Cup centrale le pazienti inviate dalla ginecologia a registrare i prelievi di sangue del centro Pma (per la procreazione medicalmente assistita, ndr) e gravidanza, anche il martedì e il mercoledì, attività non di competenza del Cup centrale tanto più che da qualche mese presso la Ginecologia dovrebbe essere presente quotidianamente un operatore Cup». L'affluenza è triplicata, secondo le stime della Fials. Il motivo? «Gli sportelli Cup centrali sono rimasti punto di riferimento di tutto il San Matteo – spiega Boggiani – i ma gli sportelli purtroppo sono rimasti quelli di prima, sei o addirittura in certe giornate 4». Il problema non è solo l'attesa, col conseguente disagio degli utenti che devono presentarsi al Cup oltre un'ora prima dell'orario della visita prenotata: «Si crea in sala d'attesa una coda enorme che porta ad avere poi conseguentemente ritardi sulle visite in ambulatorio», chiude Boggiani. «Ci sono alcune criticità al Cup che vanno risolte – spiegano dalla fondazione Irccs Policlinico San Matteo – La direzione sanitaria si sta organizzando, abbiamo già acquisito tutte le informazioni necessarie e stiamo lavorando per risolverle. È stata già avviata un'inchiesta interna per capire bene quali siano i problemi organizzativi da eliminare per diminuire disagi ai cittadini». E sullo sportello chiuso per il toner esaurito, dal San Matteo spiegano che si è trattato di «un disguido».