«La vostra umanità riscatta la Ue»
LESBO Da qualche giorno non arriva nessuno. Il vento sferza a 30 nodi e il mare dell'Egeo è in tempesta, scuro e arrabbiato. Già in troppi sono morti tra queste onde. Lesbo ne ha accolti a decine di migliaia dall'inizio della crisi migratoria sulla rotta balcanica. L'isola è la prima frontiera dell'Europa per chi fugge da fame e guerra, dalla Siria, dall'Is in Iraq, dall'Afghanistan, perfino dal Marocco. E di fronte allo sbarco di disperati, di uomini, donne, bambini, la popolazione si è rimboccata le maniche. «Siamo fieri di voi, che con la vostra umanità state riscattando l'Europa. Non vi lasceremo soli», è il messaggio che la presidente della Camera Laura Boldrini ha voluto portare ieri su queste coste. «Se affonda Lesbo, affonda la Grecia, affonda anche l'Europa», ha detto indossando un giubbotto salvagente recuperato sulla spiaggia di Skala Sykaminias. Dal premier francese Manuel Valls invece la doccia fredda. «Non possiamo accogliere tutti i rifugiati». La politica tedesca sui profughi «non è sostenibile nel lungo periodo» e la Francia «non è favorevole» ad un meccanismo di quote permanenti per la ripartizione dei rifugiati nell'Ue. Una crepa nell'asse Parigi-Berlino ed in una partita cara all'Italia: la revisione di Dublino.