A Lacchiarella fabbrica clandestina nell’ex municipio

di Giovanni Scarpa wLACCHIARELLA Il sospetto è nato per il continuo via-vai all'interno dello stabile. Tante, troppe le persone, di nazionalità cinese, che entravano e uscivano dall'edificio che ospitava la vecchia sede del Comune. Così l'altra sera è scattato il blitz di carabinieri e polizia locale, che ha portato alla luce un laboratorio clandestino in uno degli alloggi dell'immobile che ospitava l' ex sede del municipio. Agenti e carabinieri hanno trovato all'interno del laboratorio solamente due persone. Ma dalle postazioni lavorative e dai posti letto, secondo le forze dell'ordine nell'appartamento ci vivevano almeno una ventina di persone. I due cinesi trovati nella stanza sono risultati irregolari. La situazione igienico sanitaria all'interno del locale era estremamente precaria. Il blitz è scattato dopo alcuni appostamenti e controlli. Il locale è risultato intestato ad una donna cinese che svolge effettivamente attività legata alla pelletteria in maniera regolare, ma in un altro Comune lombardo. Il laboratorio scoperto a Lacchiarella, invece, secondo una prima ricostruzione degli investigatori risulterebbe completamente clandestino. La maggior parte degli occupanti è però riuscita a sfuggire al blitz. Ma quando le forze dell'ordine hanno fatto irruzione, le macchine per cucire erano ancora accese. Per terra, pezzi di pellame e altri scarti di lavorazione. E poi, poco più in là, giacigli e tracce di cibo. Come già scoperto in circostanze analoghe, i lavoranti – quasi sempre clandestini – lavorano negli stessi locali dove mangiano, dormono e vivono. Non è escluso che esista anche un sistema di vedette, all'esterno dei laboratori clandestini, che permette agli occupanti di fuggire prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Cosa che potrebbe essere successa proprio l'altra sera. Sono in corso ora ulteriori accertamenti per capire esattamente chi e come abbia portato i presunti lavoratori clandestini a Lacchiarella. Per ora il locale non è stato posto sotto sequestro, in attesa di altri accertamenti. Ma che la zona inizi ad essere fra quelle scelte per questo tipo di attività illecita lo dimostra una scoperta analoga fatta tre anni fa a pochi chilometri da Lacchiarella. Nel 2013 a Giussago i carabinieri scoprirono un laboratorio clandestino, questa volta una sartoria, in cui lavoravano e vivevano circa una ventina di persone. Successivi controlli stabilirono che uomini e donne di nazionalità cinese erano tutti irregolari sul territorio italiano. «Stiamo facendo ulteriori accertamenti, ma il Comune è molto attento al controllo del proprio territorio – spiega il sindaco Antonella Violi – grazie anche alla collaborazione e alla sinergia di polizia locale e carabinieri».