Bariani silurato per appalti e assunzioni

Si saprà nei prossimi giorni se Filippo Musti continuerà ad essere un ex consigliere comunale, oppure se verrà reintegrato nella carica con il corredo di un ricco risarcimento danni di 30mila euro. Dopo l'udienza di ieri in tribunale, nella quale le parti hanno ribadito le loro posizioni, il giudice Fenucci si è riservato la decisione. L'avvocato Marco Di Tolle, legale dell'ex segretario leghista, ha insistito nel ritenere illegittima l'esclusione di Musti da Palazzo Gounela per l'incompatibilità tra la carica di consigliere comunale ricoperta a Voghera e la vicepresidenza di Pavia Acque; la collega Claudia Marenzi, che tutela il Comune nella causa promossa dall'esponente del Carroccio, ha invece difeso la validità delle ragioni che hanno indotto l'assemblea a votare a maggioranza per la decadenza di Musti. In caso di accoglimento della sua istanza, l'ex consigliere potrebbe rivalersi in solido sulla presidenza dell'assemblea (ma va chiarito chi dirigeva le prime sedute della legislatura) e su chi in aula ha fatto la dichiarazione di voto contro di lui.di Roberto Lodigiani wVOGHERA In principio fu la privatizzazione del Tof. Dicono che è cominciato lì lo screzio tra il presidente di Asm, Sergio Bariani, e l'amministrazione comunale, nella diversità di vedute su come gestire la vendita. A quel primo strappo, ne sono seguiti altri, su appalti, assunzioni, equilibri di potere all'interno dell'azienda: il solco tra il vertice di via Pozzoni e Palazzo Gounela si è sempre più allargato fino al colpo di scena delle dimissioni di tre consiglieri di amministrazione che facendo decadere il cda ha travolto anche la presidenza. Sono i tre "tecnici" Algeri, Albertotti e Cuneo, tutti dipendenti pubblici, che erano stati collocati all'ex municipalizzata (senza compensi) in ossequio alla spending review e alla logica dei tagli ai costi della politica. Dimissioni, «per ragioni personali» in almeno due casi. «Per stanchezza, insofferenza a una visibilità non gradita, dovere di assumere responsabilità pesanti», ha aggiunto il sindaco Barbieri. Ma alla versione ufficiale si sovrappone il dietro le quinte. Bariani obiettivo grosso dell'operazione, da rimuovere per collocare in azienda altre figure, più funzionali e gradite alla maggioranza di centrodestra, prima del possibile, forse probabile commissariamento del Comune in caso di ritorno di Voghera al voto decretato dal Tar. Bariani che si pone di traverso alle scelte strategiche, dall'appalto di due milioni di euro per i lavori alla centrale di teleriscaldamento, fino alla promozione interna a dirigente di Piero Mognaschi, personaggio in forte ascesa collocato anche nella stanza dei bottoni di Asmt, l'azienda tortonese acquisita tre anni fa da Asm (questione riproposta nel cda del 5 febbraio). Si parla di tensioni anche nella collegata Vendita e servizi, a proposito dell'assunzione del parente di un consigliere comunale. Oltre a Bariani, potrebbe saltare il dg Stefano Bina, caduto in disgrazia durante le trattative per il rientro in Asmt del Comune di Tortona: in lizza per la successione ci sarebbero proprio Mognaschi e Patrizio Nonnato, vogherese, già in Asm Pavia e ora a Energia Vigevano. Una partita, però, che si aprirà eventualmente solo a fine anno. Intanto, la minoranza va all'attacco. Per l'ex sindaco Aurelio Torriani, «fa impressione la sete di potere e la voglia di rimanere attaccati alle poltrone della giunta Barbieri, con modalità che fanno passare in secondo piano le esigenze dei cittadini e le necessità dell'azienda. Le dimissioni ordinate ai tre dipendenti hanno permesso di far fuori un manager di valore come Bariani, chiamato due anni e mezzo fa (settembre 2013) al posto di Musti come una soluzione miracolosa per le sorti di Asm». Pier Ezio Ghezzi, capogruppo di Pd e civica, «Bariani salta perchè ha agito con autonomia nella gestione dell'azienda e delle gare d'appalto. Assistiamo a una difesa degli interessi di una sola parte, non di tutta la città, e alla volontà di tenere sotto scacco l'Asm. A maggior ragione, dunque, è necessario il commissariamento del Comune». Alessandra Bazardi, segretario Pd, auspica che «quanto sta accadendo non sia una manovra di puro potere per garantire un ruolo a Voghera dopo il recente accordo con Forza Italia a livello provinciale», e invita tutta l'opposizione a mantenere «compattezza e sinergia per garantire alla città la massima trasparenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA