Dimissioni a raffica, sindaco nel mirino

TORRICELLA VEZATE Sono quattro i consiglieri che nel giro di un mese hanno abbandonato l'amministrazione di Torricella Verzate. Da dicembre a gennaio hanno lasciato Giovanni Delbò (capogruppo di maggioranza), Simone Vella (maggioranza) e Andrea Cignoli (minoranza), surrogato da Cristiano Montagna che a sua volta ha subito rimesso l'incarico. Una scelta che nel caso della maggioranza ha ben definiti motivi politici, ancor più significativi visto che Torricella è tra i Comuni che la prossima primavera andrà al voto. Tanto che qualcuno parla di una manovra pre-elettorale. «E' venuta a mancare la mia fiducia nella conduzione politica, amministrativa ed economica della maggioranza. -spiega Delbò- Non sono mai riuscito a confrontarmi con il sindaco, che ha agito da accentratore. Mi sono sempre trovato in consiglio ad approvare decisioni non condivise; ma a un certo punto non potevo più avvallare scelte di spesa fatte non seguendo le priorità indicate nel programma. Peraltro ho chiesto invano delle riunioni di maggioranza mensili. L'ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'uscita dall'Unione dei Comuni dell'Oltrepo Centrale». Scelta, quest'ultima, non accettata nemmeno da Vella: «Ammetto che nell'Unione non tutto funzionava bene, ma il sindaco ha deciso di lasciarla senza condividerlo con noi. Avevamo deliberato nel 2014 di lasciare l'Unione, prendendoci un anno per vedere come andavano le cose: il primo cittadino, con il consueto eccesso di autoritarismo, ha poi evitato il confronto e ha portato avanti la decisione». «Quando adottammo la delibera per uscire dall'Unione -risponde il sindaco Marco Sensale- erano presenti 9 consiglieri su 10 e tutti la votarono, all'unanimità, condividendo i miei dubbi circa il funzionamento del sodalizio. Io non ho più affrontato la questione? In un anno c'è stata più di un'occasione per confrontarci. Mi sono sentito accusare di essere un accentratore, ma io sono sempre presente e a disposizione di tutti». Andrea Cignoli (minoranza) dichiara di aver lasciato in «disaccordo con la modalità di gestione e operativa del consiglio», mentre Cristiano Montagna (in surroga del Cignoli) ha subito abbandonato per «motivi personali». Alessio Alfretti