Delitto Marzola, oggi il verdetto
PAVIA Ha chiesto di non lasciare la cella di Torre del Gallo in cui è detenuto da 16 mesi, accusato dell'omicidio dell'ex collega di lavoro e amico Enrico Marzola. Oggi è il giorno del giudizio per Diego Soffientini, 44 anni, di Cura Carpignano. Ma lui conoscerà il verdetto solo attraverso i suoi avvocati, Gaetano Pecorella e Michele Pizzini, che già nella precedente udienza, davanti al giudice dell'udienza preliminare Carlo Pasta, hanno contestato la perizia dello psichiatra che ritiene l'ex dipendente della ditta di onoranze funebri Marazza capace di intendere e di volere. Questa mattina il pubblico ministero Roberto Valli chiederà la condanna di Soffientini, a cui contesta la premeditazione. Saranno presenti anche le parti civili, la sorella e il fratello della vittima, rappresentati insieme alla mamma dall'avvocato Guido Torti. I due fratelli non hanno mai perso un'udienza, sorreggendosi reciprocamente nel dolore. L'omicidio di Enrico Marzola, 49 anni, Chico per i familiari e gli amici, è stata una tragedia che ha sconvolto più famiglie. La mattina dell'8 ottobre 2014 Diego Soffientini era uscito di casa armato, con una pistola calibro 38 e 50 colpi da sparare. Per uccidere, è un'ipotes accreditata dalla Procura, il datore di lavoro "colpevole" di averlo licenziato. E invece ha raccontato agli inquirenti di aver incrociato, in macchina, il suo collega Enrico Marzola, e di averlo quindi seguito fino al capannone di via Saragat, in uso alla ditta Marazza, dove lo aveva ucciso senza pietà scaricandogli addosso due caricatori della sua pistola. Quell'8 ottobre, inoltre, non era un giorno qualunque per Soffientini: nel pomeriggio infatti avrebbe dovuto presentarsi con la moglie nello studio di un avvocato per discutere della sua separazione. Uno stato d'animo che, secondo la difesa, ha condizionato le sue azioni. (m.g.p.)