Breme si rassegna al doppio rintocco

Dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, l'opposizione cilavegnese, fa presente alla giunta Colli alcuni problemi relativi all'edificio delle scuole medie "Pietro Conti". «Con spirito collaborativo chiediamo che l'amministrazione presti maggiore attenzione alla pulizia degli ambienti vicini alle scuole e che si adoperi affinché i maleducati, che sporcano il prato delle scuole medie, smettano di farlo» spiega Alan Ugazio. Il prato appare infatti pieno di bottigliette di acqua abbandonate e di altri rifiuti. «Naturalmente, se ci sono dei rifiuti in terra, non è colpa del Comune, ma di chi sporca – spiega Ugazio – Tuttavia crediamo che collaborare con l'istituzione scolastica per una maggiore cura della proprietà comunale possa essere una giusta strada per arginare il problema». Un altro problema sollevato dai cittadini sembra essere il dissesto del posteggio sterrato per le auto: «Ci è stato segnalato che anche le buche nel parcheggio creano disagi a chi accompagna i figli a scuola e forse si potrebbe intervenire spianando il terreno» continua il consigliere Alan Ugazio.BREME Sincronizzare l'orologio sul campanile della chiesa parrocchiale con quello della torre civica sarebbe inutile: dopo poche ore, quello comunale rallenterebbe comunque. Così gli orologi continueranno a battere i rintocchi a diversi secondi uno dall'altro. A differenza di don Camillo e Peppone, protagonisti dei libri di Giuseppe Guareschi, il sindaco Francesco Berzero e il parroco di Breme, don Cesare Silva, avevano tentato di far coincidere i battiti dei due orologi pubblici. «Quello della parrocchiale di Santa Maria Assunta – spiega il sacerdote – è più preciso solo perché il computer attiva i martelli in concomitanza con il segnale orario, mentre quello comunale impiega più tempo perché usa un sistema elettromeccanico e quindi più datato». Quindi, « abbiamo cercato in passato di sincronizzare i due battiti, ma dopo qualche ora l'orologio comunale iniziava a segnare il tempo con qualche secondo di ritardo, che ovviamente si accumulava con il trascorrere delle ore e dei giorni». Fra l'altro, Breme, la Brescello di Lomellina, può vantare anche un terzo orologio pubblico, quello della chiesa di San Sebastiano ristrutturata di recente, che però batte solamente il mezzogiorno. E anche in questo caso non c'è alcuna sincronia con gli altri due. «Ma il battere le ore contemporaneamente – aggiunge il parroco – non è auspicato dai campanari di professione: come mi è stato spiegato, i rintocchi dei campanili situati a pochi metri uno dall'altro, come a Breme, non sono mai consigliabili per l'insopportabile frastuono che provocherebbero». Della stessa idea anche il sindaco Berzero. «Se Breme ha la peculiarità di avere due torri campanarie che battono tutte le ore – dice – non è certamente un disagio per i cittadini, che al contrario possono avere due volte, o tre se contiamo il mezzogiorno di San Sebastiano, la conferma di una particolare ora della giornata». E va chiarito che la regolazione dell'ora non porta via molto tempo né al parroco né a Giuseppe Moro, dipendente comunale incaricato della gestione dell'orologio civico. «Ormai i cellulari – aggiunge don Cesare, insediatosi a Breme nel 2012 – segnano l'orario preciso, cui ci atteniamo quando dobbiamo periodicamente regolare gli orologi pubblici». Moro, noto a tutti come "Pep adla Trinità", non segue certo l'ora esatta di Roma per impostare l'orologio collocato sulla torre civica, posta su un lato dell'antico chiostro abbaziale. «Non siamo per nulla fiscali – conferma Berzero – quindi Peppino sale sulla torre e guarda semplicemente l'orologio del cellulare: non credo che la sua ora si discosti molto da quella ufficiale di Roma». Umberto De Agostino