Canguri e agguati a colpi di regolamento
di Nicola Corda wROMA Lo scontro frontale sulle unioni civili scalda l'aria del Senato ma il voto, si allontana ancora. Come uno stadio pieno che attende una partita che non comincia mai. Tribune affollate, la giungla di telecamere occupa ogni spazio, clima tesissimo, l'interesse varca i confini e l'ufficio stampa rilascia accrediti per i giornalisti stranieri di Bbc, Cnn e Tv Svizzera. Anche sui banchi il pienone: tutti presenti, torna pure Niccolò Ghedini di Forza Italia, che vanta il record negativo del 98,99 per cento di assenze. L'unico voto della giornata (che avrebbe congelato la legge per sei mesi) viene superato in agilità da una maggioranza senza l'apporto dei centristi di Area Popolare. È il segno che le unioni civili possono diventare legge con un voto trasversale. «I numeri forse non saranno gli stessi ma alla fine la legge passerà» confessano quelli che speravano in una trattativa. Catto-dem che insieme ai più disponibili al negoziato degli alfaniani, sono stati schiacciati dai bulldozer di Lega e Forza Italia che a poche ore dai primi voti sono tornati sulle barricate. Restano i cinque mila emendamenti e si rinforza la carica dei voti segreti a quota 125. Scavato il solco dentro la maggioranza di governo, ora sarà più difficile colmarlo, anche se sul carro delle opposizioni i centristi ci sono andati di proposito. Tutti con Calderoli ma la trappola senza il voto segreto ha fatto flop. «Violato il patto tra gentiluomini, noi dobbiamo essere una forza responsabile e non possiamo infilarci in questa roulette russa», dice il capogruppo del Pd Luigi Zanda riunendo i senatori. E' la presa d'atto che la guerra a colpi di regolamento avrà la meglio sul merito della legge ed è nuovamente pronto il super-canguro. È l'emendamento di Andrea Marcucci che preclude migliaia di voti, molti dei quali segreti. «Se salva la mediazione trovata dal Pd nessun problema e la legge passa» dice Paolo Corsini che ammette che il muro contro muro danneggia una legge equilibrata «senza fughe in avanti. Ho celebrato 847 matrimoni, quei richiami al codice civile li conosco a memoria e non mi sbaglio». Lui che è stato sindaco di Brescia per due volte, ricorda bene quei riferimenti del testo Cirinnà che potrebbero accomunare le unioni omosessuali al matrimonio etero. Se gli spazi per le mediazioni sono ristretti anche le possibilità per i catto-dem di avere libertà di coscienza si limitano alle dita di una mano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA