Azzi: «Attenzione al Cittadella, in casa è quasi imbattibile»
PAVIA «Ho parlato bene in italiano?» Alla fine della sua prima conferenza stampa con la la maglia azzurra del Pavia Paulo Daniel Dentello Azzi (questo il suo nome per interno) cerca rassicurazioni linguisitche. Paulo può stare tranquillo, ha imparato rapidamente a parlare. Ora ci si aspetta che abbia imparato altrettanto rapidamente a giocare all'italiana. Ma per quello cha si è visto sabato sera contro il Cuneo, può fare ben sperare. E lunedì sera a Cittadella contro la capolita dovrebbe essere ancora lui il cursore si destra a metàcampo. «Sono arrivato dal Sud America in Italia, al Cittadella, due anni fa - racconta -, proprio dove giocheremo lunedì. E' ho dovuto cambiare un po' di abitudini. In Brasile, a casa mia, il gioco è diverso, c'è meno attenzione alla tattica nella quale voi siete maestri. Quando giocavo nel Paulista ero più libero di spaziare». Lunedì sera Azzi tornerà allo stadio Piercesare Tombolato dove ha avuto il suo battesimo calcistico italiano (partita di serie B vinta contro il Carpi il 30 gennaio 2014): «Dovremo fare molta attenzione, perché il Cittadella gioca un buon calcio in generale, ma in casa è fortissimo, ha un pubblico che lo sostiene con grande intensità. Sarà unabella partita». Azzidopo i primi sei mesi al Cittadella è tornato per un anno in Brasile, in prestito dal Paulista, al Tombolato, una squadra di serie C del Minas Gerais, ma ha ripreso l'aereo alle volte di La Spezia, all'inizio di questa stagione. A Pavia cerca il rilancio e mister Fabio Brini crede molto in lui: «Mi lascia libero nel mio ruolo. Certo, devo tenere la posizione, a destra spingendo bene. Il modulo 4-4-2 o 4-3-3 si addice alle mie caratteristiche». Paulo Azzi è il terzo brasiliano che indossa la maglia del Pavia dopo Inacio Joelson ( al Fortunati nel 2002-04, 59 presenze, 14 reti), e Caio De Cenco (cartellino ancora azzurro, in prestito al Trapani). I primi giorni a Pavia sono positivi: «Mi trovo bene allo stadio, in spogliatoio con i comagni e in città - racconta - mi sembra che i tifosi mi abbiano accolto bene. E poi in squadra c'è un bel gruppo, anche se siamo tanti i nuovi arrivati». Classe '94, Azzi aveva otto anni quando il suo Brasile vinse l'ultima Coppa del Mondo: «Con una doppietta di Ronaldo - ricorda - il mito mio e di una generazione. Era un giocatore completo, indimenticabile». A Pavia Azzi si è inserito bene grazi a un ottimo carattere e alla conoscenza di Antonio Marino col quale ha giocato due anni fa nel Cittadella. E lunedì potrebbero essere entrambi in campo. (c.e.g.)