Belaaroussi al giudice: «Mi sono difeso»
PONTECURONE Nell'interrogatorio con il pubblico ministero, tenutosi mei giorni scorsi, Ahmed Belaaroussi, 35enne marocchino residente a Pontecurone, accusato dell'omicidio del connazionale Said Caachouay, 45 anni, e del tentato omicidio della moglie di quest'ultima, i Nakhila Hakmaoui, 28 anni, ha dato la sua versione dell'episodio accaduto il 13 gennaio. «Said dopo aver ripetutamente suonato alla mia porta, ha tentato di sfondarla – ha detto Hamed, assistito dall'avvocato Lorenzo Repetti di Alessandria – Mi ha rincorso e ho preso il coltello per difendermi. Ma non volevo ucciderlo». Dopo un primo interrogatorio di fronte al giudice, nel quale si era avvalso della facoltà di non rispondere, Belaaroussi racconta una storia diversa da quella emersa subito dopo l'omicidio. «Non è vero che ho fatto delle avances a Nakhila, l'ho solo salutata. Probabilmente hanno frainteso le mie intenzioni». Repetti non ha chiesto la scarcerazione in attesa del processo, ma in questi giorni deciderà la strada da intraprendere, compresa un'eventuale richiesta di perizia psichiatrica. L'avvocato dichiara che sul luogo dell'omicidio sono stati rinvenuti frammenti di legno della porta, che confermerebbero la versione del 35enne. Intanto, si attendono i risultati dell'autopsia che chiarirà il numero di coltellate inferte con un coltello da cucina.(p.d.)