Renzi: «Sulle unioni civili non cediamo»
di Maria Berlinguer wROMA Nessun passo indietro sulle adozioni, il ddl Cirinnà resta così. Almeno per ora. Sulle unioni civili il Pd non molla, neanche dopo il dietrofront di Grillo ieri parzialmente rettificato da un nuovo intervento sul blog nel quale si specifica che la «libertà di coscienza» concessa ai parlamentari vale solo sulla stepchild adoption. Mentre nel M5S la confusione regna sovrana, Matteo Renzi ribadisce che il Pd non cede all'offerta di Angelino Alfano: togliere di mezzo le adozioni dei figli del partner nelle coppie gay per portare a casa la legge sulle unioni civili. «Si va avanti con il testo Cirinnà, compresa la stepchild, non ci fermiano è Grillo l'uomo dei dietrofront», dice il premier nella consueta riunione del lunedì a Palazzo Chigi con i due capogruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda e con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. «Si lavora per cercare una maggioranza parlamentare che approvi il testo, non è una linea decisa questa mattina ma è da sempre la nostra linea», spiega Rosato. «Sui diritti no a compromessi», scrive su Twitter Monica Cirinnà, la prima firmataria della legge. Ma sul ddl incombe lo spettro dei voti segreti. Ncd infatti minaccia di chiederne a iosa. Del resto il regolamento lo consente, bastano 20 senatori per farlo. Per questo un gruppo di 16 senatori democratici lancia un appello perché in Senato il voto sia «trasparente e palese». È necessario evitare che la «libertà di coscienza si trasformi in una poco edificante palestra di opportunismi», scrivono i senatori dem. Il riferimento è per il M5S. Ma soprattutto per Angelino Alfano e il Nuovo centrodestra. Il no di Renzi a stralciare le adozioni dalla legge ha infatti fatto saltare l'accordo tra capogruppo della maggioranza a Palazzo Madama per il quale gli scrutini segreti avrebbero dovuto essere al massimo una decina. Non se ne farà niente. Senza lo stralcio delle adozioni «i voti segreti diventano sempre più necessari», avverte Renato Schifani, capogruppo di Ap a Palazzo Madama. Inoltre sul ddl Cirinnà incombe anche il macigno dei 6mila emendamenti presentati. La Lega che da sola ne ha presentati più di 5mila aveva promesso di ritirarne la stragrande maggioranza se anche il Pd avesse ritirato un emendamento canguro, primo firmatario il senatore dem Andrea Marcucci. Il ddl Cirinnà approderà in Aula mercoledì. E al Pd sono convinti che alla fine il pallottoliere renderà possibile approvare la legge. Al netto delle opposizioni anche in casa. I catto-dem sarebbero una trentina ma a Palazzo Chigi considerano che saranno meno di quindici quelli che non voteranno le parti più controverse del ddl Cirinnà. E le defezioni potrebbero essere colmate con i voti di Ala, il gruppo di Denis Verdini, e di diversi laici di Fi. Inoltre, dopo la sollevazione della base e dei parlamentari, Grillo dal blog spiegare che la libertà di coscienza «concessa» ai portavoce riguarda solo il voto sulla stepchild adoption e non l'intera legge, come stabilito nella votazione online del 28 ottobre del 2014. Siccome il quesito della consultazione non conteneva domande sulla stepchild adoption «in via del tutto straordinaria Grillo e Casaleggio, in qualità di garanti del Movimento, si sono assunti la responsabilità di rinunciare a un ulteriore voto sul blog e di lasciare ai portavoce la libertà di decidere sulla stepchild adoption secondo coscienza, sulla base di principi personali». Un cambio di rotta e una parziale retromarcia ma soprattutto un'assunzione di responsabilità della scelta per evitare che a finire sul banco degli imputati siano i cinque componenti del direttorio. Oggi è prevista un'assemblea dei parlamentari grillini. E potrebbero essere molti i parlamentari tentati di attaccare Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, considerati i suggeritori del "liberi tutti" lanciato da Grillo. «Con la libertà di coscienza sulle adozioni per noi non è cambiato nulla: i senatori sono determinati a mantenere l'impegno preso, i voti sulla legge ci sono», dice il senatore Alberto Airola. «Il movimento voterà compatto sulle unioni civili. Sulla stepchild viene lasciata libertà di coscienza, ma in ogni caso la sensibilità dei senatori è quasi tutta orientata a votare sì alla legge, a dispetto del Pd e dei partiti che su questi temi fanno giochi politici». ©RIPRODUZIONE RISERVATA