Truffata dal falso investigatore
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Sospettando un tradimento del marito, la moglie ha pensato di farlo controllare da un investigatore privato. La donna ha cercato su Internet, cadendo nella trappola del sito "specializzato" creato come specchietto per le allodole. L'uomo che ha risposto alla richiesta on line, infatti, l'ha truffata: si è fatto accreditare 250 euro come anticipo per l'incarico su una tessera postepay, poi si è reso irreperibile. La moglie si è rivolta ai carabinieri che hanno denunciato il falso investigatore privato per truffa: in tutta Italia, avrebbe raggirato almeno altre cinque mogli sospettose. In particolare C.T., 43 anni, residente a Tivoli (Roma), secondo le accuse è l'autore di un raggiro avvenuto a dicembre 2015. Quando è sparito dopo aver incassato la somma di denaro, versata dalla casalinga residente a Gropello che lo aveva contattato, cercando in Rete un investigatore per controllare i movimenti del marito. Avendo dei dubbi sui comportamenti del compagno di vita, la donna ha pensato di risparmiare tempo e denaro cercando in Rete. Secondo gli accertamenti dei militari della compagnia di Vigevano, coordinati dal capitano Rocco Papaleo, la donna ha trovato un sito gestito da un finto professionista del settore, che le ha chiesto il versamento di una somma come parcella in anticipo. La casalinga ha caricato il denaro su una poste pay, poi non è più riuscita a contattare il 43enne successivamente denunciato, a nessuno dei recapiti mail e telefonici indicati. Dopo alcuni giorni di tentativi falliti, è andata dai carabinieri per segnalare la situazione. Sono partite le verifiche che hanno permesso di risalire al 43enne che avrebbe raggirato nello stesso modo altre donne in provincia di Roma, Padova, Milano, Brescia. Negli ultimi mesi, i carabinieri hanno indagato su diversi casi di truffa online: fra i più frequenti, gli annunci ingannevoli di case da affittare per le vacanze, al mare o in montagna. Ultimo in ordine di tempo, l'annuncio per un appartamento in centro a Courmayeur, in Valle D'Aosta, dove passare le feste di fine anno. La presunta proprietaria, che si è fatta trovare al telefono fino al giorno prima, non si è presentata all'appuntamento per concludere l'accordo, dopo aver già ricevuto una caparra di 150 euro con bonifico. Cambia il servizio o il bene che viene reso disponibile, la tecnica è la stessa: i truffatori indicano un numero di poste pay sul quale accreditare una somma di denaro, una mail e un numero di telefono da contattare, arrivando a creare nuovi siti come esca o postando offerte ingannevoli su siti di settore. Ma una volta incassato il denaro, non si fanno più trovare. ©RIPRODUZIONE RISERVATA