«Mai firmati assegni per Antoniazzi»
Il diretttivo cittadino della Lega si è riunito per affrontare il caso Chirichelli, militante di lunga data del Carroccio finito in carcere con l'accusa di peculato. Nella riunione però non ha preso alcuna misura in materia di sospensione o esplusione dal partito di Chirichelli. «Abbiamo preso atto di quanto accaduto – spiega il segretario provinciale Roberto Mura , presente alla riunione – e si è deciso di informare ufficialmente la segreteria provinciale affinchè il caso sia poi portata in discussione in via Bellerio a Milano, vista la valenza sovralocale della vicenda». Solo una questione ufficiale di carte perchè, per il resto, sia Matteo Salvini sia Paolo Grimoldi sono stati messi al corrente di tutto dallo stesso Mura il giorno stesso dell'arresto di Chirichelli. All'interno del Carroccio Chirichelli non ha alcun incarico se non in tasca una tessera da militante storico presa lo scorso anno e che scadrà conl'avvio del nuovo tesseramento che dovrebbe partire nel giro di qualche settimana.di Fabrizio Merli w PAVIA «Non ho mai firmato alcun assegno che avesse come beneficiario Pietro Antoniazzi o qualsiasi altro dipendente di Asm o Asm lavori». Questa la difesa di Giampaolo Chirichelli, 59 anni, ex presidente di Asm, arrestato mercoledì scorso con l'accusa di peculato insieme all'ex presidente di Asm lavori, Luca Filippi, all'ex direttore generale di Asm Claudio Tedesi (da subito ai domiciliari) e all'ex direttore finanziario di Asm, Pietro Antoniazzi (l'ordinanza di custodia firmata dal Gip di Pavia gli era stata notificata in carcere). Proprio sui verbali di Antoniazzi si basa l'ordinanza che ha portato Chirichelli al carcere di San Vittore. Ieri, il manager leghista è stato sentito dal Gip di Milano, Stefania Donadeo, alla presenza del suo difensore, l'avvocato Giovanni Beretta e del titolare delle indagini, il procuratore aggiunto Mario Venditti. Chirichelli ha accettato di rispondere all'interrogatorio di garanzia. Riguardo agli assegni di Asm che, per l'accusa, furono firmati a favore di Antoniazzi, Chirichelli ha affermato di voler prendere visione degli assegni per verificarne la firma. In ogni caso ha escluso di avere mai firmato assegni a favore di dirigenti dell'azienda. Avrebbe anche aggiunto che gli assegni gli arrivavano in una cartelletta, per la firma, già siglati dal direttore amministrativo e dal direttore generale. Di fronte alle contestazioni, Chirichelli ha ipotizzato uno scenario, pur non riconducendolo direttamente agli episodi al centro dell'ordinanza di custodia cautelare. Ha detto che era Pietro Antoniazzi a tenere i rapporti con il Comune di Pavia e a portarvi la documentazione. E che, in alcuni casi (non quelli relativi agli assegni) aveva sentito Antoniazzi lamentarsi del fatto di non sapere mai bene a quale ufficio del Mezzabarba dovesse rivolgersi, se all'economato, agli uffici finanziari o direttamente agli assessorati. Solo in un contesto del genere sarebbe ipotizzabile, secondo Chirichelli, che la sua firma sia finita su assegni che, in seguito, avrebbero riportato come beneficiario il nome di Antoniazzi o della sua società. Chirichelli ha poi voluto specificare due aspetti. Riguardo al pranzo in cui avrebbe chiesto a Filippi e Antoniazzi se avessero trovato un accordo per "aggiustare" il bilancio di Asm lavori, Chirichelli ha detto di avere in realtà chiesto se Filippi avesse spiegato ad Antoniazzi che i budget finanziari andavano calcolati secondo gli stati di avanzamento dei lavori. Per la frase "io rispondo solo alla Lega", ha detto di essere stato contattato da un giornalista che gli chiese se avesse intenzione di dimettersi. Siccome la nuova amministrazione comunale gli aveva chiesto di rimanere per concludere la redazione del bilancio, avrebbe risposto che era stato nominato dalla Lega e che, se al partito andava bene, sarebbe rimasto sino al completamento del lavoro. Il difensore ha chiesto la revoca della misura e il Pm si è riservato il parere.