Aggressione al bar a colpi di machete

Da 20 anni residente al Crosione, Patrizia Viola è stata testimone delle concitate fasi successive all'aggressione. «La vittima è un mio vicino e amico – racconta –. Ero in casa, abito molto vicino al luogo dell'aggressione, quando all'improvviso ho sentito forti rumori e urla. Erano passate da poco le 21. Sono scesa per recuperare il gatto e ho visto l'amico, era sconvolto. Mi ha detto di essere stato colpito alla testa da una mannaia, aveva un taglio sanguinante sopra l'orecchio sinistro. L'ho fatto salire in casa mia e l'ho medicato con una garza, intanto abbiamo chiamato i soccorsi». Il presunto aggressore conosceva la vittima, un 40enne pavese: «Lo conosceva bene, dice che si era sempre comportato amichevolmente». Insieme alla vittima, al momento dei fatti, c'erano due ragazzi e una ragazza. «In seguito ho rivisto il mio amico – dice la donna –. Sta bene, mi ha raccontato che il tipo che l'ha aggredito era ubriaco e stava molestando la titolare. Lui è intervenuto per difenderla e quello ha iniziato a prenderlo a sberle. Quando il mio amico ha reagito spintonandolo, l'altro l'ha colpito alla testa con l'arma per poi scappare con due persone che erano insieme a lui». «Non c'è sicurezza qui al Crosione – lamenta Patrizia Viola –, due anni fa sono stata aggredita anch'io: un uomo è salito sulla mia auto mentre mio marito era sceso per comprare le sigarette ed è partito con me a bordo. Io mi sono lanciata fuori». (r. c.)di Maria Fiore wPAVIA Al bar con un machete. Abdel H., un uomo di 36 anni di origine marocchina, è stato denunciato dagli agenti della squadra volante, chiamati lunedì sera dalla titolare di un bar in piazzale Crosione. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo avrebbe aggredito con l'arma un cliente che aveva provato a difendere la titolare dalle sue molestie. Una versione, tuttavia, smentita dallo stesso cliente, rimasto ferito alla testa. D. B., un 40enne che abita nel quartiere, ha riportato un taglio alla fronte ed è stato portato al pronto soccorso. «Sono caduto dalle scale», ha spiegato l'uomo alla polizia. Non è grave, ma l'episodio ha spinto la polizia ad avviare verifiche e a chiarire la reale dinamica dei fatti. L'allarme all'interno del locale, il bar Chez Malù, è scattato verso le 21. A chiamare la polizia è stata la titolare del locale, una donna di 43 anni. La barista ha spiegato che all'interno del locale c'era un uomo armato di machete, che aveva bevuto troppo. Gli agenti della volante sono subito arrivati sul posto. Davanti al bar hanno trovato il ferito, che nel frattempo era stato medicato da una vicina di casa, e hanno raccolto le testimonianze dei presenti. In base alla descrizione dei testimoni gli agenti sono riusciti a rintracciare, in pochi minuti, il presunto aggressore, che si trovava al bar Niki in compagnia di due amici, L. P., 44 anni di Torrevecchia Pia, e M. G., di 52 anni, di San Martino. Sono stati tutti portati in questura, per i controlli: qui Abdel H., noto alle forze dell'ordine per avere avuto in passato parecchi guai con la giustizia, si è opposto all'identificazione scagliandosi contro gli agenti. Il machete non è stato trovato, ma le testimonianze raccolte dai poliziotti e il comportamento dell'uomo sono bastati a far scattare la denuncia. Le indagini, comunque, non si fermano. Anche se il ferito ha negato l'aggressione e non ha presentato alcuna denuncia, gli agenti vogliono comunque chiarire i contorni della vicenda. Diverse persone presenti al bar, infatti, hanno confermato che il 36enne brandiva un machete e anche un altro cliente è stato colpito alla schiena, senza restare ferito, nel tentativo di riportare l'uomo alla calma.