Il Milan vuole il derby L’Inter di Mancini ha esaurito gli alibi

MILANO Mancano ancora 17 partite alla fine, ma perdere la prossima sarebbe un duro colpo per le ambizioni europee del Milan. «Questo derby è un ascensore, chi vince sale, chi perde torna a terra» è la sintesi di Sinisa Mihajlovic, convinto che per la sua squadra è «una delle ultime chance di riagganciare le zone alte della classifica» e che «l'Inter debba vincere se vuole rimanere ai vertici». Il Milan è a 2 punti dall'Europa League, la meta realistica secondo Barbara Berlusconi, ma il serbo non accantona il sogno Champions. «La dottoressa ha ragione, la classifica dice che siamo da Europa League. Sta a noi migliorarla e agganciare i primi tre posti. Se ci riuscissimo lei per prima sarebbe contenta di essere smentita», ha sorriso l'allenatore, spalleggiato dai due capitani, Riccardo Montolivo («Spero in una serata magica») e Ignazio Abate («Giocheremo con l'anima»). Il terzo, Nigel De Jong, è ko per un affaticamento e sta trattando con i Los Angeles Galaxy. San Siro va verso il tutto esaurito. «Vince chi sbaglia meno e avrà più coraggio», secondo Mihajlovic che supera il ritornello del derby senza favorite, vede un'Inter «in flessione alla luce dei 5 punti nelle ultime 5 gare», ma ammette di «invidiare» la classifica nerazzurra. E teme il nuovo rinforzo ottenuto da Mancini («ho perso il conto dei suoi acquisti»), Eder, ha allenato ai tempi della Sampdoria. Balotelli è destinato alla panchina con Menez, alla prima convocazione. Sfumata la cessione al Leicester, davanti è confermato Niang, al fianco di Bacca, il rossonero più prolifico. «Mihajlovic fa troppe battute ultimamente». Lo dice Roberto Mancini, rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulle parole del collega rossonero Sinisa Mihajlovic. «Abbiamo preso Eder vendendo Guarin poi abbiamo lasciato partire in prestito Ranocchia, Dodò e Montoya riducendo la rosa e Vidic è andato via. Abbiamo meno giocatori. Il Milan sta meglio di noi in questo momento, il risultato è aperto». Potrebbe esordire Eder, anche se il tecnico crede abbia bisogno di tempo: «Ci può dare una mano, ma ha bisogno di orientarsi e conoscere un pò i compagni». Resta in forse Biabiany, per l'influenza.