«È il giorno dell’ipocrisia»
di Lara Loreti wROMA «Più che family day bisognerebbe ribattezzarlo hypocrisy day: non capisco che senso abbia, al giorno d'oggi, organizzare una manifestazione del genere». Una posizione chiara e lucida quella di Leo Gullotta, attore e doppiatore dalla lunghissima carriera alle spalle: si parla di oltre cinquant'anni tra cinema, tv e teatro. L'artista di origini siciliane già nel 1995 fece coming out, rivelando ai media la sua omosessualità. Schietto e discreto, è sempre stato impegnato nelle lotte civili, senza mai esagerare nella esposizione mediatica. E ora, Gullotta esprime senza mezzi termini la sua opinione. «Questo tema - dice - riemerge periodicamente con una certa frequenza: io da cittadino aspetto, e spero che questa sia la volta buona. Ma una riflessione mi viene spontaneo farla sul ruolo dei politici, che in tutto questo sembrano cavalcare l'onda solo per apparire, senza entrare nel merito della sostanza della questione. Una questione che è molto più vicina e compresa dalla gente comune di quanto la politica sguainata che vediamo in tv voglia fai apparire. Sono stanco di vedere in televisione politici anacronistici come Giovanardi o come Salvini, che parla solo alla pancia delle persone». Gullotta riflette anche su ruolo della Chiesa: «Il vero politico è Papa Francesco, sempre vicino ai problemi reali della gente: è stato l'unico a recarsi a Lampedusa e a gettare un fiore in quel mare che è diventato un cimitero. Ma nella vicenda dei diritti civili è troppo sottoposto l'ingerenza e alle pressioni di chi gli sta intorno, in particolare della Cei». ©RIPRODUZIONE RISERVATA