Cura, la giunta è in bilico

di Stefania Prato wCURA CARPIGNANO Maggioranza azzoppata dopo le dimissioni di altri tre consiglieri. Che si aggiungono alle precedenti due defezioni. E per ora è certa la sostituzione di un solo consigliere. «Ma posso governare anche con un Consiglio di 10 consiglieri, invece di 11», fa sapere il sindaco Paolo Dolcini. Perché se ha già ricevuto l'ok dall'assessore esterno Rosaria Samarani, non ha ancora avuto risposta da Paola Larosa, l'ultimo nome della lista su cui ancora potrebbe contare. Dal gruppo di maggioranza infatti si erano già allontanati altri due consiglieri: Cantalupi e Di Salvo. E ora, a lasciare, sono stati Gianluca Rossi, Silvio Spada e Riccardo Marchelli. E tutti e tre puntano il dito contro «la mancanza di un confronto diretto all'interno della maggioranza». «La scarsa comunicazione - spiega Rossi - porta inevitabilmente a mancanza di informazione su alcune decisioni prese. Sul Dup, il programma del prossimo triennio, non sapevamo nulla». L'ex consigliere ammette di aver apprezzato gli incarichi di lavoro assegnati ai consiglieri, «ma poi ho visto che sono state prese iniziative nel mio campo da altri, senza rendermi partecipe». Spada parla di «aspettative disattese». «Prima delle elezioni si parlava di rinnovamento del rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini e di maggiore trasparenza - spiega -. Ma, alla prova dei fatti, questi obiettivi non sono stati raggiunti». E per Marchelli manca «un clima sereno». «Avevo chiesto, inutilmente, di incrementare gli incontri di maggioranza e ho riscontrato atteggiamenti di arroganza da cui prendo le distanze». Il sindaco fa sapere di aver saputo delle dimissioni da Facebook. «Sono stato io a chiamarli - dice Dolcini - Le motivazioni addotte sono puerili e poco rispettose del voto ricevuto dai cittadini. Probabilmente amministrare un Comune in ristrettezze economiche e con molte problematiche è difficile e sicuramente non aiuta a sviluppare lo spirito di gruppo. I progetti affidati ai consiglieri Spada (controllo di vicinato) e Rossi (rapporti con le associazioni sportive) ora rischiano di non essere completati. Sono sicuro che dietro a queste dimissioni ci sia ben altro e il tempo confermerà quello che penso»