La Cgil: «Sala toglie il futuro a Vigevano»
di Denis Artioli wVIGEVANO «Prima l'esclusione dei figli delle famiglie morose dalle mense scolastiche, oggi il taglio dei nidi: le scelte del Comune tagliano il futuro di Vigevano, una città in cui tutti dovrebbero sollevarsi contro questa delibera di giunta per chiedere che sia revocata, e non solo qualche bandiera di partito o il Comitato delle mamme». Rosella Banzato, vigevanese, segretario provinciale della Cgil-Flc (federazione lavoratori della conoscenza) contesta la giunta Lega Nord-La strada verso Milano e il sindaco Andrea Sala per la delibera numero 3 del 2016 che prevede, entro il 2019, la chiusura di tre asili nido comunali su sei in città. «Perché – polemizza Banzato – si tagliano così facilmente i costi quando si tratta di categorie deboli come i bambini? E quello che mi stupisce è che il sindaco Sala è un insegnante (da novembre 2015 è diventato docente di ruolo all'istituto superiore Casale, ndr), quindi è una persona a contatto ogni giorno con i giovani. Ma è una decisione politica, si tagliano i nidi in modo strumentale, solo per dimostrare che questo governo non dà le risorse ai Comuni». Non si può dire, però, che il governo stia riempiendo di soldi le casse comunali. «Non dico che i Comuni galleggino nelle risorse finanziarie e sicuramente hanno problemi a costruire il bilancio – precisa Banzato – ma le soluzioni, se si vogliono trovare, ci sono: a Carbonara, ad esempio, abbiamo stipulato un accordo per tenere in vita l'asilo, con il coinvolgimento del sindaco, del parroco e delle maestre che hanno accettato di ridursi un'ora di lavoro ogni giorno pur di non veder chiudere la struttura educativa. A Vigevano, tra l'altro, anche la chiesa non dice niente sul taglio annunciato dei nidi comunali, eppure dovrebbe avere a cuore il tema della nascita e della crescita dei bambini che sono il futuro della città. Vigevano sta cambiando fisionomia nel silenzio più assoluto». Il sindaco Sala, però, respinge l'accusa di non preoccuparsi dei bambini e del futuro della città e replica a Banzato: «Mi stupisce che una sindacalista non consideri che una legge dello Stato, la Finanziaria 2016, prevede un massimo del 25% di turn over di personale, il che significa che per quattro dipendenti che escono io posso assumerne uno solo: come posso mantenere il rapporto numerico di un educatore ogni sette bambini con queste condizioni stabilite per legge? Capisco che la Cgil sia piuttosto filo-governativa, ma in casi come questo lasci stare un sindaco che ha il dovere di applicare le leggi dello Stato e se la prenda piuttosto con il Governo». E aggiunge Sala: «Non è solo un problema di soldi: se non posso assumere il personale necessario ai nidi come faccio? In passato ci sono state deroghe per le assunzioni nel settore educativo, oggi non ci sono più». Entro il 2019, spiega Sala, è prevista l'uscita di circa trenta dipendenti del settore educativo comunale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA