Comune, altri 15 giorni di agitazione
VIGEVANO Solo due settimane di tempo per cercare di salvare i rapporti tra i dipendenti del Comune di Vigevano e i vertici dell'ente locale. Il tavolo di confronto tra amministrazione e organizzazioni sindacali alla fine si è tenuto presso la Prefettura di Pavia dopo che per mesi non è stato possibile stabilire un contatto tra rappresentanti dei dipendenti e dirigenti. Dopo l'incontro di ieri mattina qualcosa è mutato, ma il potere politico rimane il grande assente da questa discussione. A rappresentare il Comune, infatti, c'era la parte dirigenziale (il segretario generale Giacomo Rossi e il dirigente del personale Pietro Di Troia); dall'altra parte del tavolo quasi tutti i rappresentanti dei quattrocento lavoratori del municipio. I dipendenti sono in stato di agitazione da qualche mese, perché la Corte dei Conti, nell'evidenziare lo sforamento dal Patto di Stabilità in alcuni esercizi passati, ha sollevato il dubbio che gli incentivi per i lavoratori siano stati erogati in misura superiore a quanto in realtà fosse possibile. Dai vertici dell'ente locale sono partiti segnali che non piacciono al personale: cercare di recuperare i soldi eventualmente in eccesso, magari ricorrendo pure alla messa in mora, è diventato un imperativo. Il blocco della contrattazione decentrata è una conseguenza diretta. «Ci sono stati dei passi positivi – spiega Anna Maria Galantucci, segretaria generale della Cgil di Pavia – Ma non riteniamo di dover sospendere lo stato di agitazione. Abbiamo notato delle aperture sul metodo di ricalcolo ma ci sono stati chiesti ancora un paio di settimane per conoscere come verrà risolta la questione». Sul piatto della dura vertenza aperta in Comune non ci sono solo i premi già percepiti, ma anche la contrattazione decentrata per il 2014 e il 2015 che i sindacati vorrebbero fosse mantenuta sugli stessi importi: per il momento prosegue quindi il blocco degli straordinari. «Al di là delle posizioni diverse – commenta il segretario Giacomo Rossi – dobbiamo anche tener conto dei problemi dell'ente locale, pur tenendo in considerazione il punto di vista dei dipendenti. Abbiamo chiesto due settimane di tempo per formulare al meglio quello che verrà scritto nelle controdeduzione da parte comunale e spedito alla Corte dei Conti, nell'ambito del contenzioso dovuto all'indagine che abbiamo subito». Ferma rimane anche la delibera di qualche mese fa in cui si dice che «in via cautelativa verranno messi in mora i percettori di somme eventualmente non dovute»: oggetto di critiche aspre da parte delle organizzazioni sindacali. «Non possiamo modificarla per le indagini a cui siamo sottoposti», dice ancora il segretario comunale Rossi. Se la Corte dei Conti dovesse confermare la violazione del Patto di Stabilità per alcuni anni da parte dell'amministrazione targata Lega - Polo Laico il rischio che le sanzioni si riverberino sui dipendenti comunali è fortissimo. Non è ancora chiaro quale sarebbe la cifre che verrebbe richiesta (tra l'altro alcuni dei lavoratori sono nel frattempo pensionati o purtroppo defunti) ma in tutti i casi i sindacati non sembrano voler recedere dal fatto che nessun euro debba uscire dalle tasche dei dipendenti. Oliviero Dellerba