FACCIAMO UNO SCHERZO AI TEDESCHI
di GIGI FURINI Milano ha la Madonnina, Pisa la torre pendente, Venezia il campanile di San Marco. E Bolzano? La mummia del Similaun. Arrivi in città e la prima cosa che ti propongono è di visitare il Museo Archeologico. Dentro, conservato a una temperatura di meno 6 gradi (e un'umidità del 100 per cento) c'è la mummia ritrovata nel settembre 1991 ai confini fra Italia e Austria. Appena ritrovato, il corpo fu portato a Innsbruck e tornò in Italia dopo un lungo braccio di ferro (e ti pareva, con l'Austria-Ungheria e con la Germania abbiamo combattuto più di una guerra). Ora la mummia, chiamata Otzi, dal luogo del ritrovamento, si trova in bella mostra a Bolzano. Bellissimo, l'uomo di Similaun non è. E' vissuto attorno al 3300 avanti Cristo, è morto che aveva 40 anni e si è ben conservato fra i ghiacciai perenni a oltre tremila metri di altitudine. Studiosi di tutto il mondo ci hanno lavorato per anni. Hanno stabilito che, prima di morire, aveva mangiato carne di stambecco con cereali e bacche (queste scoperte mi fanno impazzire, scusate lo sfogo), che aveva il gruppo sanguigno 0 e l'intolleranza al lattosio. Non solo, soffriva un po' di cuore. Ogni due mesi, tuttora, riceve la visita di un medico specializzato (neanche con i nostri anziani i medici sono così premurosi) che gli spruzza addosso acqua distillata. Otzi, che a Bolzano è divento un'icona, ha sul corpo 61 tatuaggi (è diventato molto famoso fra i tatuatori del pianeta) e presenta una ferita alla mano destra (tanto da ipotizzare una morte violenta). Chi si è occupato di lui (l'alpinista che l'ha scoperto, un medico, un giornalista e un archeologo) ha fatto una brutta fine. Dunque, per la trasferta di domani, è fortemente sconsigliata, prima della partita, la visita al museo (tra l'altro, Otzi è visibile solo da una piccola finestrella). Niente, passate oltre e puntate dritti allo stadio. La gara non sarà facile. Il Sudtirol è più avanti di noi in classifica. In trasferta è seguito da pochi tifosi (l'anno scorso, a Pavia, sulla tribuna nord c'era solo l'autista del pullman) ma in casa è sostenuto da italiani e tedeschi. Le due comunità non si vogliono un gran bene, ma sotto i colori della squadra trovano un'unione inaspettata. Poi, a litigare, italiani e tedeschi vanno da un'altra parte, sotto il Monumento alla Vittoria. Lo aveva voluto Mussolini nel 1928 per celebrare il trionfo italiano nella prima guerra mondiale, ma Bolzano in quella guerra stava con gli austriaci. Infatti, al posto del monumento c'era un altro cippo, per ricordare la "vittoria di Caporetto". "Vittoria" per l'Austria ma sconfitta per l'Italia. Vabbè, scherzi della storia. Poi, negli anni, De Gasperi, Moro e vari governi hanno trovato il modo di chiudere la questione, tanto che Sudtirol-Pavia è una partita del campionato italiano. A proposito, ce la facciamo a portare via i tre punti? Sarebbe un altro scherzo ai tedeschi (che non ci stanno molto simpatici).