Sofferenze, la partita di Padoan

ROMA Sicura la riforma delle Bcc nel consiglio dei ministri del 28, in attesa dell'incontro a Bruxelles sulle garanzie per le cessioni dei crediti in sofferenza, al lavoro per velocizzare i contenziosi. I tre fronti del governo sul sistema bancario sono in via di definizione mentre la volatilità sui mercati punisce ancora il settore e sono arrivate le prime manifestazioni di interesse per le 4 good bank nate dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. L'obiettivo dell'esecutivo, ripete il premier Matteo Renzi, è quello di permettere a un sistema comunque «solido» di «accelerare sulle fusioni» specie delle Popolari che proprio l'incertezza sui crediti deteriorati, secondo alcuni, ha contribuito a far slittare. Certo la bad bank, seppure in versione "minima", non c'è più e rimane solo la garanzia statale in singole operazioni. Una possibilità che peraltro è ancora pendente all'incontro fra il ministro Padoan e la commissaria Ue Vestager. Il nodo appunto è «il prezzo delle garanzie» per evitare gli strali degli aiuti di stato. In base al prezzo che verrà fissato per le garanzie offerte alle banche si determina infatti la quota di credito coperta da garanzia: una troppo alta farebbe scattare il semaforo rosso degli aiuti di stato, mentre una troppo bassa non aiuterebbe abbastanza la valutazione dei prestiti, con il rischio di aumentare eventuali perdite sul bilancio delle banche. Di certo la stessa Commissione Ue, nel suo rapporto sulle finanze pubbliche, cita proprio le sofferenze come un fattore di rischio e le turbolenze dei mercati hanno fatto scattare più volte l'allarme a Bruxelles e Francoforte. Secondo un rapporto di Mediobanca le quotazioni attuali delle banche sono eccessivamente penalizzanti. Gli esperti di Piazzetta Cuccia ricordano poi come a movimentare il quadro bancario italiano (e le possibili fusioni fra popolari con Mps sullo sfondo) vi è la possibile fine della trattativa fra Roma e Bruxelles sulle sofferenze, le rassicurazioni del presidente della Bce Mario Draghi la scorsa settimana. Il credito cooperativo dopo molti stop è ora nella fase finale della riforma. Il decreto giovedì vedrà la creazione di una holding unica con una soglia minima di 1 miliardo che siglerà contratti di adesione con le singole banche. Ad aiutare a spingere il mercato delle sofferenze non sarà solo lo sblocco della vicenda sui crediti ma anche una serie di misure per accelerare i tempi del recupero crediti. Norme che non arriveranno insieme al ddl delega ma che viaggeranno con un decreto ad hoc. Infine la vicenda dei 4 "nuovi" istituti. Chiusi i termini per le manifestazioni di interesse si registra un cauto ottimismo dal presidente Roberto Nicastro.