Ospedale declassato, il Tar respinge il ricorso di Tortona

TORTONA Duro colpo alle speranze di salvare i reparti dell'ospedale. Il Tar del Piemonte, nel tardo pomeriggio di ieri, ha respinto il ricorso che 38 Comuni del Tortonese e i comitati civici hanno presentato contro il piano sanitario regionale. I giudici amministrativi hanno ritenuto infondati tutti i punti del ricorso, che si basava su quattro elementi: lo stato di bozza non approvata del regolamento sull'intesa Stato – regioni su cui si fonda il piano sanitario; l'incompetenza della giunta regionale ad adottare l'atto; il mancato coinvolgimento dei Comuni nella redazione del piano sanitario; l'indecifrabilità, intesa come insufficienza di motivazioni, nella decisione di declassare il Dea (dipartimento emergenza e accettazione), violando così principi di trasparenza, imparzialità e ragionevolezza. Molta delusione sia da parte dei sindaci che del comitato Uniti per Tortona, che ieri sera si è riunito d'urgenza per decidere nuove azioni di protesta, come commenta la referente Elena Piccinini: «In verità siamo ancora convinti della fondatezza dei nostri argomenti. Tuttavia dobbiamo anche essere realisti e pensare che non era certamente facile per un giudice andare contro le istituzioni e per di più contro un piano che ridisegna la sanità regionale». Intanto, è scontato che la protesta non si fermerà, così come le azioni giudiziali: il sindaco di Tortona, Gianluca Bardone, aveva già ipotizzato di rivolgersi al Consiglio di Stato in caso di sentenza negativa del Tar e intanto ha rilanciato la via del dialogo con la Regione per il futuro della sanità, riproponendo l'idea dell'ospedale unico di avanguardia tra Alessandria, Novi Ligure e Tortona. Il comitato, dal canto suo, ha unito nei giorni scorsi le forze con le istituzioni di Acqui Terme, che condivide lo stesso destino per l'ospedale locale. Martedì gli esponenti hanno incontrato il sindaco di Acqui Terme, Enrico Bertero, e hanno con lui condiviso la decisione di unire le forze nella protesta per difendere gli ospedali. «Insieme al sindaco Bertero abbiamo deciso di organizzare una manifestazione di protesta a Torino. Appena avremo stabilito una data organizzeremo i pullman per portare tortonesi e acquesi a protestare davanti alla Regione Piemonte. In tutto questo abbiamo il pieno appoggio del sindaco di Tortona. Chiederemo soprattutto tutela per i servizi essenziali, i reparti salvavita vanno assolutamente mantenuti attivi in tutti gli ospedali, dalla rianimazione al pronto soccorso», anticipa Elena Piccinini. Ma alla luce della sentenza, le azioni di protesta diventeranno molto più numerose ed incisive per sostenere la causa dell'ospedale, da cui per il momento sono stati chiusi i reparti di pediatria, neurologia, mentre cardiologia verrà chiusa al 31 dicembre, così come la rianimazione verrà declassata a posti letto di terapia intensiva. Stefano Broccchetti