«Marchiafava dimentica le quote rosa»
PAVIA Al capogruppo di Forza Italia, Antonio Bobbio Pallavicini, non è andata giù la presa di posizione dell'assessore provinciale Emanuela Marchiafava che, a novembre, aveva accusato sindaco e commissione comunale di maschilismo per non avere incluso nomi femminili tra i possibili benemeriti. «All'epoca – dice oggi Bobbio – dissi che non c'entrava la parità di genere, ma visto che l'assessore Marchiafava strumentalizzava un tema importante, le avevo chiesto di sollecitare il suo partito, il Pd, a fare scelte "in rosa" per il Cda del San Matteo. Oggi, la Provincia ha scelto Andrea Albergati e il Comune, Carlo Alberto Redi, nel silenzio dell'assessore provinciale e del suo partito. Così l'assessore Marchiafava certifica che la sua fu un'uscita populista e delegittima tutte le donne del Pd. Tra l'altro, parlando di pari opportunità e trasparenza nelle società partecipate, ho saputo che in Asm lavori è stato nominato come direttore generale facente funzioni un Marchiafava che mi risulta parente molto stretto dell'assessore. Chiederò in Consiglio comunale, con una interpellanza, di sapere in visrtù di quali meriti sia stato scelto e se venne selezionato con una procedura pubblica all'assunzione. E spero che l'ex consigliere Niccolò Fraschini, che accusò il centrodestra di familismo, di pronunci anche su questo caso. L'assessore Marchiafava replica così a Bobbio: «Sul caso di mio fratello non commento, il consigliere faccia tutti gli accertamenti che vuole. Però Bobbio dovrebbe studiare di più, perchè io l'ho fatto e ho scoperto che la legge sulle quote rosa è applicabile solo ai Cda delle società di capitali quotate in borsa». Resta l'obiezione sul fatto che l'assessore avrebbe potuto sollevare il caso: «Ma io l'ho fatto in occasione di san Siro e ho ottenuto un effetto. Adesso siano gli altri ad attivarsi».(f.m.)