Caso marcite, l’attacco del Parco

VIGEVANO «Qualcun altro avrebbe dovuto verificare se il progetto presentato per le marcite aveva tutti i requisiti, soprattutto dal punto di vista dell'ingegneria idraulica»: è duro Fabrizio Fracassi, consigliere del Parco del Ticino, dopo la scoperta dei crolli alle marcite della Sforzesca. Il Parco del Ticino ha inviato a Regione, Ast e Comune la relazione stilata dai tecnici incaricati di controllare lo stato dei luoghi e ha chiesto agli enti di intervenire. «Già il fatto che nessuno si sia interessato alla conservazione dell'opera – prosegue Fracassi – dimostra il disinteresse generale su argomenti come questo. Le marcite sono un'opera molto importante sotto l'aspetto storico, soprattutto per l'ingegneria idraulica». La fine dei lavori, commissionati da Ast ai progettisti dello Studio tecnico agroforestale Terraviva Sguazzini-Sormani, è stata comunicata in ottobre. Ora però il terreno delle marcite ha ricominciato a crollare ed in alcuni punti si notano già le prime crepe al manufatto. «Noi – prosegue il consigliere del Parco – avevamo respinto un primo progetto, che prevedeva l'uso dei massi per contenere il terreno. Questo secondo progetto, sotto l'aspetto paesaggistico, stava in piedi. Non sta a noi dire se, dal punto di vista idraulico, l'opera sia stata realizzata nel dovuto modo. Dai nostri sopralluoghi risulta un'opera che presenta notevoli problemi. Ho incaricato i nostri i tecnici di fare un sopralluogo, hanno fatto un rapporto sullo stato attuale dell'opera e abbiamo mandato la comunicazione agli enti competenti». «Tutto ciò che doveva essere fatto a livello progettuale – spiega Andrea Girondini, dell'Est Sesia, che ha seguito la direzione lavori ed è stata la stazione appaltante per conto della Regione – è stato realizzato in maniera consona. Non so se siano stati eseguiti collaudi». Il progetto di recupero ha avuto un finanziamento regionale di 188mila euro. (s.bo.)