Rifiuti nell’inceneritore, otto condanne
Due soli imputati assolti. Tutti gli altri invece preannunciano il ricorso in appello. Ma amarezza è quanto prova ancora, nonostante l'assoluzione con formula piena, Vittorio Leardi, all'epoca dei fatti contestati responsabile di uno dei laboratori di analisi finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura e della Forestale . Ieri Leardi è stato assolto. «Ma ha vissuto sei anni di calvario – spiega il suo difensore, l'avvocato Yuri Lissandrin (nella foto) – Prima che venisse pronunciata la sentenza che lo scagiona completamente dalle accuse Vittorio Leardi ha affrontato un difficile percorso professionale e anche personale per sei lunghi anni. Occasioni di lavoro perse, difficoltà anche solo ad andare all'estero, la necessità di giustificarsi ogni volta con parenti e conoscenti». Assolto anche Moreno Santarosa, uno dei trasportatori che erano accusati di aver conferito rifiuti non autorizzati all'impianto del bivio Vela. Gli inquirenti avevano filmato i carichi trasportati e consegnati .di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Inceneritore di Scotti Energia: dopo sei anni arrivano le condanne in primo grado per otto dei dieci imputati, ex impiegati dell'impianto, responsabili delle analisi sui rifiuti e trasportatori accusati a vario titolo di truffa e traffico illecito di rifiuti nell'impianto del Bivio Vela. Sono stati condannati a pene comprese tra 8 e 12 mesi di reclusione, tutti tranne due (Vittorio Leardi e Moreno Santarosa). Il giudice del Tribunale di Pavia Raffaella Filoni ha anche stabilito il deposito di provvisionali a favore delle parti civili: 50mila euro a Gse, gestore nazionale dell'energia (a carico di una sola degli imputati, la segretaria dell'impianto Cinzia Bevilacqua), 100mila euro in via solidale al Ministero dell'Ambiente, 30mila euro alla Regione Lombardia per danno di immagine (sempre da dividre in via solidale tra gli imputati condannati), 20mila euro a Legambiente Lombardia e 10mila al circolo di Pavia "Il Barcè". «E' stata data attuazione concreta al principio del "chi inquina paga"– commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Apprezziamo lo straordinario sforzo investigativo e processuale della Procura di Pavia e del Corpo Forestale. Unica pecca: i tempi, 6 anni per arrivare a una sentenza». I pubblici ministeri Paolo Mazza e Roberto Valli avevano chiesto la condanna degli imputati elencando nel dettaglio i presunti illeciti amministrativi e ricostruendo il meccanismo illecito di conferimento dei rifiuti (ai cumuli di lolla di riso, avevano spiegato i pm in aula, venivano aggiunte acque reflue, terra dello spazzamento stradale, polveri e ceneri contenenti anche metalli pesanti) con una «gestione disinvolta». Rifiuti non autorizzati bruciati al posto degli scarti vegetali. Ieri, al termine di tre ore di camera di consiglio, il giudice ha pronunciato la sentenza: un anno di reclusione a Cinzia Bevilacqua, segretaria dell'impianto e a Marco Baldi, responsabile di laboratorio, 10 mesi al tecnico Silvia Canevari e al trasportatore Alessandro Mancini, 9 mesi ai trasportatori Valerio Ruocco e Leno Bonsignori, 8 mesi e a Piermarco Ginocchio e Alessandro Vanni. Nei confronti di quest'ultimo il giudice ha disposto anche la confisca dei mezzi sequestrati, una quarantina tra semirimorchi e trattori. Pena sospesa per tutti. Dopo lo sconcertoiniziale i difensori hanno preannunciato il ricorso in appello.