Classica, si comincia con Dvorák e Brahms
I biglietti del concerto – 20 euro dal primo al quarto settore, 16 euro per il quinto settore, 8 euro per il sesto settore – si acquistano al Teatro Fraschini oggi e domani, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19, oppure un'ora prima dell'inizio. Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, per le scuole e gli studenti universitari. Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito www.teatrofraschini.it, tramite il quale è anche possibile acquistare il biglietto online, guardando la piantina del teatro e la disponibilità dei posti rimasti. Per informazioni: tel. 0382.371214 (orari di apertura della biglietteria) – info@teatrofraschini.it.PAVIA Sarà Markus Poschner a dirigere l'Orchestra della Svizzera Italiana e il violoncello solista Mischa Maisky, domenica sera alle 21, nel primo appuntamento dell'anno della stagione musicale (l'ultimo era stato quello de I Solisti di Pavia diretti da Enrico Dindo, lo scorso 21 dicembre). Il programma della serata prevede il Concerto per violoncello e orchestra in si minore di Antonin Dvorák (1841-1904) e la Sinfonia n. 2 in re maggiore di Johannes Brahms (1833-1897), che l'Orchestra della Svizzera Italiana – nata nel 1935 a Lugano come Orchestra di Radio Monte Ceneri – eseguirà con il Mischa Maisky, vincitore del Concorso internazionale Cajkovskij di Mosca, formato nella classe di Mstislav Rostropovich e oggi tra i maggiori violoncellisti al mondo. «Antonin Dvorák è senza dubbio il rappresentante più autorevole della corrente musicale nazionalistica ceca, e conosceva e ammirava Johannes Brahms, come del resto quest'ultimo apprezzava l'opera del collega che aveva avvicinato proprio grazie al concerto per violoncello e orchestra op. 104 - commenta Mariateresa Dellaborra, musicologa, musicista e saggista a cui da anni la Fondazione Teatro Fraschini affida la presentazione dei programmi della sua stagione concertistica – Lo dimostra quello che Brahms scrisse nel 1896, suo penultimo anno di vita: "Se avessi saputo che era possibile scrivere un concerto del genere, avrei provato anch'io". E in effetti la composizione di Dvorák manifesta una forza inventiva e una ricchezza musicale quasi inesauribile: l'elemento popolare e genuino del folclore ceco e moravo, ma anche slovacco e russo, si fonde con aspetti stilistici che arrivano da Liszt e Wagner, senza dimenticare la lezione di Brahms, per quanto riguarda i contenuti». Completato durante il soggiorno americano di Dvorák del 1894-95 ed eseguito per la prima volta a Londra nel 1896, sotto la direzione dell'autore e nell'interpretazione solistica di Leo Stern, il Concerto per violoncello e orchestra in si minore sfrutta tutta la gamma sonora e coloristica dello strumento ad arco, del quale viene esaltato anche il virtuosismo, e la pone con grande gusto e equilibrio in rapporto con l'orchestra. «Quanto alla seconda sinfonia op. 73 di Brahms – continua Dellaborra – risale al dicembre del 1877 e, forse proprio grazie al clima festoso e gaio che la caratterizza, fu accolta in modo entusiastico dal pubblico di Vienna. Lo stesso compositore amava presentarla come una semplice "serie di valzer", una "piccola e innocente" pagina sinfonica che si allontanava dal carattere austero e complesso della prima in do minore op. 68, che lo aveva imposto, nel 1876, come un vero e proprio seguace di Beethoven». Sul podio, Markus Poschner, una brillante carriera che l'ha portato prima a dirigere alcune delle più rinomate orchestre del mondo. Marta Pizzocaro