Telecom cambia marchio

di Daniele Lettig wROMA Un nuovo logo (foto) per unificare l'offerta e lanciarsi nel futuro, dato che oggi «parlare di telefonia fissa e mobile non ha molto senso»: così l'amministratore delegato di Telecom Italia Marco Patuano ha illustrato a Roma il cambiamento del marchio del gruppo. Un quadrato rosso su campo blu, in cui si legge una T in filigrana, è da ieri il simbolo che caratterizzerà tutte le offerte commerciali della società, mentre Telecom rimarrà solo come denominazione ufficiale dell'azienda. Per Patuano si tratta «dell'incontro tra la tradizione e la solidità di Telecom e l'innovazione di Tim». Una sintesi «che riflette la convergenza fisso-mobile abilitata da Internet, dai nuovi apparecchi e dalle piattaforme digitali. E che vuole essere il segno di una ripartenza in grande stile». A testimoniare l'importanza che il gruppo attribuisce a questa operazione di rebranding c'è la scelta dei testimonial: Fabio Fazio, Pif e Tim Berners Lee, l'ingegnere che 25 anni fa ha inventato il World Wide Web. Ciascuno protagonista di uno spot. Questo cambiamento, ha detto Patuano, «segna anche un passo avanti nella ridefinizione del ruolo» dell'azienda, che deve diventare sempre di più un «player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi mediante lo sviluppo di piattaforme abilitanti: dalle reti ultraveloci fisse e mobili, al cloud computing». Il cambio del marchio si accompagna a un altro investimento del gruppo telefonico: un nuovo quartier generale a Roma, situato nelle Torri dell'Eur progettate negli anni Cinquanta dall'architetto Cesare Ligini, dove fino a qualche anno fa c'era il ministero delle Finanze. Tra un anno, al termine dei lavori di ristrutturazione, cinquemila dipendenti della società traslocheranno «in uno degli edifici a più basso impatto ambientale in Europa» ha spiegato Patuano. Gli investimenti, ha aggiunto poi il manager, non mancheranno neanche sulla rete: «siamo un'operatore tra i più evoluti in Europa nei collegamenti mobili con tecnologia 4G e stiamo già lavorando sulla prossima generazione che arriverà intorno al 2020. In più – promette l'ad – entro il 2017 vogliamo raggiungere il 75% della popolazione italiana con la fibra ottica». A margine della presentazione, infine, il management di Telecom respinge le avances dei francesi di Orange, che sarebbe interessata all'azienda italiana: per il presidente Giuseppe Recchi si tratta di «speculazioni che arrivano dalla Francia. Sul mio tavolo non c'è niente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA