Clonati i buoni sconto Ipercoop, 5 denunce

VIGEVANO Buoni sconto "clonati" dell'Ipercoop per 30mila euro complessivi, riprodotti abusivamente da un dipendente per finanziare la sua passione per il gioco. E poi rivenduti ad altre 4 persone che li usavano per sè o li giravano a metà prezzo a altri clienti, per fare la spesa. Ancotra, 50 telefonini per un valore di 25 mila euro rubati dal deposito del punto vendita di viale Industria, all'interno del centro commerciale Il Ducale. Anche questi, rivenduti abusivamente. Concluse le indagini del commissariato di Vigevano su un raggiro protratto almeno due anni, cinque persone sono state denunciate: il caporeparto dell'Ipercoop, P.M., un 41enne vigevanese, per furto e truffa, e per ricettazione M.M, operaia 21enne di Abbiategrasso e altri tre uomini di Vigevano: L.A., operaio 40enne, e due fratelli, S.C. e G.C, di 52 e 47 anni, disoccupati. Gli accertamenti coordinati dal vice questore Anna Leuci sono iniziati dopo una segnalazione della direzione Ipercoop, perché i conti 2014 non tornavano: la somma dei buoni utilizzati non corrispondeva agli incassi. Tutti i coupon arrivati alle casse nel 2014 e 2015 sono stati controllati, identificando i clienti che avevano pagato strisciando la tessera di sociocoop o usando bancomat e carte di credito. Grazie anche a diverse perquisizioni, si è capito che il caporeparto riproduceva in più copie (anche una decina) i buoni sconto del 20 o 30 per cento, regolarmente emessi sull'acquisto di libri anche scolastici. Lo faceva da una postazione del punto vendita, eliminando la data di emissione dei buoni che diventano così euro da scontare sulle spese successive. Sono stati denunciati i clienti che, oltre a rivendere in nero "al dettaglio" i buoni ad amici e conoscenti, hanno speso le cifre più alte totalizzando sconti fino a 3mila euro, per l'acquisto anche di elettrodomestici o altri articoli costosi. Scoperto anche il furto degli smartphone che il caporeparto prendeva dal magazzino e rivendeva con uno sconto sul prezzo di listino come articoli a un prezzo "d'occasione" con la presunta complicità delle altre persone denunciate. (a.m.)