Libia, il premier Sarraj sfugge ad agguato

IL CAIRO In uno spostamento nell'area di Misurata, nell'ovest del Paese sotto il controllo di fazioni filo-islamiche, il premier designato libico Fayez al-Sarraj ha dovuto cambiare percorso per motivi di sicurezza così gravi che sulle prime hanno fatto pensare ad un fallito tentativo di assassinio. In seguito i resoconti di media libici hanno attribuito la deviazione a colpi d'arma da fuoco esplosi da «contestatori» escludendo un coinvolgimento dell'Is che nelle ultime ore si è fatto notare per colpi di mortaio sparati contro la principale centrale elettrica di Bengasi. Il convoglio di Sarraj è stato costretto a fermarsi e a cambiare percorso mentre il premier stava portando le condoglianze del suo esecutivo per le vittime del camion-bomba rivendicato dall'Is che giovedì ha ucciso decine di poliziotti (81, secondo fonti ufficiali di Tripoli) in un centro di addestramento a Zliten. «L'insufficiente sicurezza sulla strada tra Zliten e l'aeroporto di Misurata», ha attestato un comunicato della Farnesina dando conto di una telefonata avuta dal ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni con Sarraj, «ha provocato la modifica e il ritardo del programma del convoglio presidenziale. Ristabilite le condizioni di sicurezza, il convoglio di Al Sarraj ha raggiunto l'aeroporto». È stato «un episodio che conferma la assoluta fragilità del quadro di sicurezza in Libia», ha notato la Farnesina pur escludendo che si tratti di un attentato come sostenuto invece dall'agenzia egiziana Mena citando proprie fonti. In ambienti di Tripoli favorevoli a Sarraj si è cercato di ridurre la portata dell'incidente a colpi in aria sparati per attirare l'attenzione del convoglio da un postulante che cercava un incontro con un vicepremier. Il sito "Libya Herald" invece ha segnalato l'esplosione di una presunta ambulanza-bomba a Misurata in relazione alla visita. Quello del "Libya Observer" ha segnalato «molti manifestanti», anche «armati», contrari alla visita di Sarraj tanto da aprire un «inteso fuoco» che ha costretto il convoglio di Sarraj a ripiegare sul municipio di Zliten in un primo tentativo di ritornare all'aeroporto di Misurata attraverso cui era arrivato in zona. Quando si è sparsa la voce che il premier avrebbe potuto rifugiarsi nella capitale, «Brigate armate» si sono appostate alla porta est di Tajoura, un sobborgo di Tripoli dove secondo gli accordi raggiunti a dicembre in Marocco il suo esecutivo dovrebbe insediarsi presto: una prospettiva che l'episodio di Zliten spinge a mettere in dubbio. Eppure, come ribadito ieri anche dal ministro italiano della Difesa, Roberta Pinotti, la formazione di un governo è un passo indispensabile per consentire alla comunità internazionale di aiutare la nuova Libia a combattere l'avanzata dello Stato islamico, in espansione verso i terminal petroliferi partendo dalla sua roccaforte creata a Sirte, ma attivo fra l'altro anche a Bengasi. In quella che è la seconda città del paese, un pesante bombardamento di artiglieria pesante ha danneggiato la sua principale centrale elettrica con un black out in tutto l'est del paese. Media locali, citando anche fonti ufficiali, hanno attribuito l'attacco a jihadisti dello Stato islamico.