«Confiscate i soldi a Chiriaco»
di Fabrizio Merli w PAVIA Il Comune di Pavia chiede di confiscare 300mila euro dal patrimonio di Carlo Chiriaco, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, e con questa richiesta si presenterà alla Corte d'appello di Milano, alla quale la Cassazione aveva demandato una decisione. La decisione di incaricare un avvocato di costituirsi in giudizio è stata presa ieri pomeriggio, nel corso della riunione di giunta. L'importo di 300mila euro è quanto ottenne il Comune a titolo di risarcimento per il danno d'immagine. Al processo che fece seguito all'operazione Infinito, infatti, il Comune di Pavia, all'epoca guidato dal sindaco Alessandro Cattaneo, si costituì parte civile chiedendo un risarcimento. La maxi inchiesta del 2010, infatti, ha legato per la prima volta in modo indiscutibile il nome di Pavia a quello, decisamente poco onorevole, della 'ndrangheta. Prima dell'operazione coordinata da Ilda Boccassini, infatti, nessuno aveva mai accertato in maniera ufficiale l'esistenza di un'associazione criminale di stampo mafioso a Pavia. Da un punto di vista penale, la parola definitiva sul processo scaturito dall'operazione Infinito del 2010 era stata posta lo scorso 30 giugno. I giudici della Cassazione avevano infatti deciso di confermare i 12 e i18 anni di carcere per Carlo Chiriaco, ex direttore sanitario dell'Asl di Pavia, e per l'avvocato pavese Pino Neri. Il verdetto era arrivato a distanza di cinque anni dal loro coinvolgimento nell'inchiesta "Infinito" sulle infiltrazioni della 'ndrangheta al nord, che costò ad entrambi l'arresto (finirono in carcere il 13 luglio 2010). Chiriaco, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, sarebbe stato, per i giudici romani, la "cerniera" tra la criminalità organizzata e il mondo politico e avrebbe favorito il radicamento della 'ndrangheta mettendosi «a disposizione». I giudici avevano deciso, però, di annullare la confisca del patrimonio dell'ex direttore sanitario, che era stato congelato subito dopo l'arresto, rinviando la decisione alla Corte di appello. Confermato in automatico, invece, il risarcimento di 300mila euro al Comune di Pavia (rappresentato dall'avvocato Gianluigi Tizzoni) per il danno di immagine, come pure le spese legali. Deriva da qui, dunque, la necessità per il Comune di affrontare un nuovo grado di giudizio per opporsi all'annullamento della confisca dei beni. Neri, invece, sarebbe stato secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia l'anello di collegamento tra la Lombardia e la casa madre calabrese, che lo avrebbe investito del compito di traghettare l'organizzazione al Nord verso una nuova fase dopo l'omicidio del boss Carmelo Novella, avvenuto a San Vittore Olona a luglio del 2008. L'operazione Infinito aveva avuto una vasta eco mediatica, anche per la posizione professionale ricoperta da Chiriaco, Dall'Asl di Pavia, infatti, transitavano ogni anno circa 700 milioni. Proprio la visibilità mediatica del personaggio coinvolto aveva comportato - secondo il Mezzabarba - danni al Comune.