Charlie Hebdo, un anno tra ricordi e paura
di Cesare Bonifazi wPARIGI Iniziano con un piccolo inciampo le commemorazioni della strage di Charlie Hebdo. Il presidente della Repubblica, François Hollande, e il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, hanno scoperto ieri mattina la targa «Alla memoria delle vittime dell'attentato terroristico contro la libertà di espressione commessi negli uffici di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015». La targa, esposta in via Nicolas Appert, dove si trovava la sede del giornale, e che riporta in ordine alfabetico i nomi delle vittime uccise dai fratelli Sharif, conteneva un errore grammaticale nel cognome di una delle vittime: Wolinski ha avuto una "Y" finale. Un dettaglio che ha provocato un po' di imbarazzo: la targa è stata coperta e poi sostituita. Le celebrazioni continueranno e domenica si terrà la grande manifestazione in place de la République. Ma il clima quotidiano in Francia è quello della paura. Proprio ieri, l'Atmb, la società che in Francia gestisce l'autostrada e il traforo del Monte Bianco, ha licenziato un dipendente ritenuto «in via di radicalizzazione»: le perquisizioni, condotte nell'ambito dello stato d'emergenza, avrebbero rivelato un rischio d'influenza o collegamenti con centri jihadisti. Le autorità, secondo il sito de Le Dauphiné Libéré, hanno dato l'allarme e l'impresa lo ha allontanato, tenuto conto del «carattere estremamente sensibile del traforo e dei dati a cui aveva accesso». Il governo francese, proprio per rafforzare la lotta contro la criminalità organizzata, vorrebbe presentare a febbraio un progetto di legge per rendere permanenti i mezzi e le procedure messe a disposizione delle autorità amministrative e giudiziarie, al di fuori dal quadro giuridico temporaneamente entro in vigore nell'ambito dello stato di emergenza. Un tema piuttosto caldo che arriva a pochi giorni dalla notizia che la moglie di Franck Brinsolaro, il poliziotto addetto alla protezione del direttore del periodico, Charb, ha deciso di presentare una denuncia contro ignoti per omicidio colposo aggravato. Brinsolaro era da due anni addetto alla protezione di Charb, alias Stephane Charbonnier. Entrambi morirono nell'attentato alla redazione di Hebdo. Il suo avvocato ha presentato il 4 gennaio la denuncia al capo della procura della Repubblica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA