Chiude Asga, una fondazione per Ast

di Denis Artioli wVIGEVANO Chiude l'Agenzia servizi e gestioni ambientali (Asga) che fa capo ad Asm Vigevano e Lomellina e che nel 2014 aveva ottenuto, assieme alla collegata Kinexia, l'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di un impianto di digestione anaerobica di rifiuti organici da 999Kw, nell'area della cascina Cavalli. Il famoso biodigestore «il cui progetto – spiega il sindaco Andrea Sala – passerà nelle mani della holding Asm Vigevano e Lomellina che dovrà deciderne il futuro». L'amministrazione comunale sta mettendo a punto la razionalizzazione delle ex municipalizzate, con il superconsulente del sindaco Guido Broich, in base alle direttive del governo, per sfoltire quella che era stata definita dall'ex commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, «la giungla delle società partecipate locali», nella convinzione che producano più poltrone che servizi. L'Asga è la prima società a saltare e, in campagna elettorale, il candidato sindaco del centrosinistra, Valerio Bonecchi, aveva già contestato che «l'Azienda servizi gestioni ambientali ha ottenuto sì dalla Provincia l'autorizzazione alla realizzazione del biodigestore, ma porta in pancia un milione di euro di debito». La questione arriverà presto in consiglio comunale. «Per legge dobbiamo decidere che cosa fare – spiega il sindaco Andrea Sala – c'è già stato un confronto con i capigruppo e dovremo arrivare a una sintesi, inviando la nostra proposta alla Corte dei Conti, chiudendo le situazioni ormai in contrasto con la legge, come Asga, e indicando una strategia precisa per il futuro di Asm Isa (la società che si occupa della raccolta dei rifiuti, ndr)». È ancora aperta, invece, la partita relativa al futuro del consorzio Ast (agenzia per lo sviluppo territoriale) su cui, pochi giorni prima di Natale, il sindaco aveva convocato una conferenza stampa con il presidente dimissionario Francesco Rizzi (cui è poi subentrato Massimo Boccalari). Con un grande allarme, lanciato da Rizzi, sulle prospettive di Ast, dei suoi cinque dipendenti e dei quaranta collaboratori, per il mancato versamento del contributo 2015 di 120mila euro da parte del Comune. Soldi non versati, aveva fatto sapere Sala, a causa di «difficoltà di rapporti all'interno delle varie strutture del Comune, ma già previsti a bilancio». «Nel 2016 sarà comunque aperta la mostra multimediale su Leonardo in Castello – spiega il sindaco –. I 120mila euro non ci saranno sull'anno solare 2015, ma verranno dati altri tipi di contribuzione. In ogni caso, si va verso la trasformazione di Ast in fondazione, per salvare un modello che consenta al Comune di avere uno strumento di promozione del territorio e delle attività fondamentali per il castello». ©RIPRODUZIONE RISERVATA