«Puntiamo sullo sport che fa crescere»

di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Oscar Campari, delegato provinciale Coni per due mandati, oggi consigliere nazionale della Federazione italiana atletica leggera e direttore tecnico dell'Atletica Vigevano, inizialmente è riluttante («sono tutti bravissimi, come si fa a scegliere»), poi si lascia andare ed esprime le sue preferenze. In fondo si tratta di un gioco che non la pretesa di esaurire il movimento sportivo pavese nella sua interezza. «Il mio podio? Mauro Nespoli, Alessandro Carvani Minetti, Pierre Ahoua. Mauro è un fuoriclasse, di arcieri come lui ne nascono uno ogni cinquant'anni, siamo stati fortunati: la medaglia d'oro a Londra e l'argento di Pechino dicono tutto. Sullo stesso piano metto Alessandro, vincitore di un titolo mondiale paraduathlon e detentore del record di cislismo su pista: due imprese, entrambe conquistate quest'anno. Quanto a Pierre, è una promessa, un astista dal grande futuro. Sempre che continui a lavorare duramente. Perché senza impegno, nell'atletica leggera, la regina degli sport, non si va da nessuna parte. Quando vedo Pierre, un giovane del nostro vivaio, gli dico sempre: ne devi ancora mangiare di michette». Come sta lo sport pavese, è in salute? «Direi di sì, anche se l'aver perso una squadra importante come la Riso Scotti di volley in serie A è stato un impoverimento. Sul fronte dello sport di squadra possiamo migliorare, per questo le sinergie, soprattutto in tempi di crisi come i nostri, sono imprescindibili. Quando si è piccoli bisogna unire le poche forze di cui si dispone. Noi, nell'atletica, l'abbiamo fatto: i giovani promettenti corrono con la maglia della Cento Torri, le giovani con quella dell'Atletica Young. La cosa più difficile è trovare un obiettivo comune, mettere tutti d'accordo. Fondamentale è non guardare solo al proprio orticello». Il suo successore al Coni provinciale, Luciano Cremonesi, non smette mai di tessere le lodi dei volontari. «Se lo sport del territorio è in salute si deve a loro. Nella nostra provincia abbiamo sempre dato molta importanza agli aspetti educativi dello sport, sono tanti gli atleti eccellenti anche sul piano umano: non è cosa da poco». Questione impianti. «Le risorse sono quelle che sono, quindi cerchiamo di migliorare l'esistente. Non possiamo permetterci tanti voli pindarici».