«Noi del Cus, protagonisti dello sport»

di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA «Uno dei meriti del sondaggio promosso dalla Provincia Pavese è quello di richiamare l'attenzione su sport meno popolari del calcio. Il mio podio è formato dai canottieri Simone Molteni e Matteo Mulas, dall'arciere Mauro Nespoli e dal runner Tommaso Vaccina». Il presidente del Cus Pavia, Cesare Dacarro, risponde senza esitazioni alla domanda su chi è lo sportivo pavese dell'anno. Molteni e Mulas sono portacolori del Cus Pavia, hanno conquistato un oro nel doppio pesi leggeri, che non è retorico definire storico, alle Universiadi disputate in Corea del Sud, «battendo – dice ancora Dacarro – i canottieri cinesi e canadesi. L'argento lo assegno a Mauro Nespoli, studente atleta che da tempo fa onore al movimento sportivo pavese. Medaglia di bronzo per Tommaso Vaccina, che viene dal Cus, un grande atleta di rara umiltà e intelligenza». Un movimento in salute, quello pavese. Niente che non vada? «La questione è annosa e di non facile soluzione. Ma è evidente che nella nostra provincia si fatica a sfruttare al meglio le risorse. Il che significa unire le forze. Mi chiedo: ha senso avere così tante società di pallavolo? Non sarebbe meglio fare massa critica mettendo insieme almeno le giovanili? Sia chiaro che la razionalizzazione delle risorse non comporta, necessariamente, la scomparsa delle squadre, dei loro colori. Ma certi particolarismi non hanno più senso d'essere». Questione impianti. Meglio costruire ex novo o ristrutturare l'esistente? «In linea generale penso sia meglio partire da zero, abbattere il vecchio per edificare il nuovo con tutti i vantaggi che l'edilizia sportiva contemporanea offre in termini di risparmio energetico e di funzionalità. Il palazzetto di via Porta, abbandonato da tempo immemore, oggi un rudere, andrebbe abbattuto per regalare alla città una struttura pienamente fruibile in pieno centro». Centro universitario sportivo. Una torre d'avorio con la città che è fuori, estranea? «Certo che no: i nostri impianti, a cominciare dal Palacus, sono aperti a tutti. Il rapporto con l'amministrazione comunale è profondo e costante. Ci sentiamo parte integrante della comunità. La storia dello sport pavese è stata plasmata, penso a discipline come scherma e rugby, anche dal Cus Pavia, dai suoi atleti».