Rea Po, vandali nella casa dove difendono le donne

REA PO Scritte sui muri, bicchieri pieni di alcolici abbandonati ovunque: un vero e proprio raid vandalico ai danni di «Villa Gaia», in via Mentana 51. La struttura, fortemente voluta da Isa Maggi, fondatrice di «Sportello Donna», ospiterà nei prossimi mesi donne vittime di violenza ed abusi sessuali. Nelle stanze attigue è presente un'ala riservata ad attività culturali e sociali, dove si organizzano laboratori, incontri ed eventi rivolti al pubblico. L'altro giorno, i vandali hanno fatto irruzione all'interno dell'edificio mettendo tutto a soqquadro. I carabinieri stanno indagando sull'accaduto. E purtroppo non è la prima volta che Villa Gaia viene presa di mira. «E' un grosso problema perché sono stati fatti degli atti vandalici sia nella parte della struttura in fase di completamento che in quella già operativa – spiega Isa Maggi – Sono entrati, devo ancora capire come, quindi hanno utilizzato la parte superiore del locale». Quando l'altra sera la fondatrice di «Sportello Donna» è arrivata per gli ultimi preparativi della premiazione di un concorso letterario contro la violenza sulle donne si è trovata di fronte un disastro: «Avevano bivaccato, hanno scritto sui muri, sui tavoli, hanno disegnato anche delle foglie di marijuana. – continua - Hanno lasciato dei bicchieri che erano ancora pieni di bevande: si sono serviti delle bottiglie di vino, degli alcolici, birra, insomma tutto quello che hanno trovato nella parte aperta della struttura (che ospita sale per incontri e attività culturali)». L'ideatrice di Villa Gaia non ha parole per descrivere l'accaduto: «Una vera schifezza, una vergogna, è quasi una violenza. – tuona Isa Maggi - Una serie di insulti gratuiti scritti sui muri. Oltretutto hanno anche scritto i loro nomi». Episodi che si erano già verificati in passato: «Purtroppo non è la prima volta, - ricorda - avevano già fatto delle scritte, ma questa volta hanno anche utilizzato l'edificio come bivacco, come dormitorio. E' incredibile che queste cose succedano in un paese tranquillo dell'Oltrepo Pavese. Non ho ancora quantificato il danno perché sono frastornata. Non mi è rimasto che fare la denuncia dai carabinieri e consegnare loro tutte le foto per documentare il disastro provocato dall'incursione dei vandali nei locali della struttura». Franco Scabrosetti