Il vescovo Giudici all’addio di Calvi
PAVIA La bara di legno chiaro ricoperta di fiori bianchi tra gli stemmi della Croce verde e dell'Università e una piccola folla nella basilica di Santa Maria del Carmine per l'ultimo saluto al professor Gianpaolo Calvi morto a 89 anni. Sette sacerdoti hanno celebrato la funzione presieduta da don Daniele Baldi e conclusa dal vescovo Giovanni Giudici, arrivato da Varese per portare il suo saluto all'architetto suo alleato nella missione di riaprire la Cattedrale al culto. «Lo ricordo per ciò che ha fatto per il Duomo – ha detto – per la determinazione e il coraggio, la pazienza nelle complesse situazioni che abbiamo affrontato. Un uomo competente e capace ma di grande libertà interiore. E ne ricordo la devozione per san Siro e la chiesa diocesana, una devozione da uomo moderno, intelligente e capace». Nelle prime file i figli e i nipoti commossi, Gian Michele trincerato dietro occhiali da sole scuri e avvolto in un mantello. E nell'omelia di don Daniele Baldi, parroco del Carmine, parole piene di affetto: «Non è semplice riassumere la vita di Gianpaolo Calvi – ha detto –. In questi 13 anni ho raccolto in tanti intensi dialoghi il suo amore per la vita, la famiglia, la professione, la bellezza, gli amici . La vostra numerosa presenza ne é il segno evidente e diventa gratitudine e commossa riconoscenza a lui e alla sua vicenda terrena». Un ricordo intenso della fede vissuta e testimoniata con la moglie Claudia, un uomo definito «saggio e cultore di giustizia» da don Daniele Baldi: «Adoravo i suoi racconti di vita, di famiglia, università, impegni di lavoro, esistenza spicciola – racconta – Il progetto Santa Caterina, le Acli, la visita di Paolo IV. I sogni e i progetti sul Carmine. Amavo sentire raccontare la storia della famiglia, vicende faticose e liete, le sfide calcistiche coi nipoti. Sempre col sorriso e la pace nel cuore: aveva scelto la gioia come compagna di viaggio, non la gioia banale e distaccata dalle fatiche dell'esistenza ma formata sulla speranza cristiana». Un sorriso sincero sui volti di molti dei presenti all'evocazione di Gianpaolo ottantenne «salire sui ponteggi del duomo o del Carmine e dire a me di fare attenzione». «Dopo avere contemplato nella luce la sua famiglia così bella e unita e visto realizzati i grandi sogni della sua vita, dal cielo con la sua Claudia continuerà a vegliare sui figli e le loro famiglie – ha chiuso don Baldi – Io gli chiedo di guardare alle vicende di quaggiù che qualche sogno da realizzare è rimasto, e per farlo abbiamo bisogno di una buona parola col padre eterno che ora gli è vicino». (a.gh.)