«Fatto fuori, verdetto già scritto»

ROMA La botta era attesa, ma è stata ugualmente dolorosa. Una vita di calcio, da giocatore e da dirigente, macchiata con una squalifica dura da digerire. Per Michel Platini, che già si immaginava presidente della Fifa alle elezioni del 26 febbraio, è stato il giorno dell'addio a un bel sogno. Anche se lui non ha intenzione di arrendersi e ha già annunciato ricorso al Tas e alla giustizia civile contro la squalifica di 8 anni comminatagli dalla Commissione etica della Fifa, che ha riservato identico trattamento al presidente Joseph Blatter. Platini si è sempre dichiarato innocente, e alla luce della sentenza attacca: «Questa sentenza non mi sorprende, era un verdetto già scritto, smentisco tutte le accuse e ricorrerò in ogni sede». "Le Roi" parla di una «messinscena» per eliminarlo dalla corsa alla presidenza Fifa. È amareggiato ma determinato a difendere il proprio onore: «nella vita, come nell'esercizio del mio mandato, il mio comportamento è stato sempre irreprensibile e sono in pace con la mia coscienza». Per ora quel che appare certo è che, ricorsi a parte, per il francese è finita la lunga corsa alla guida della federcalcio mondiale, che lo vedeva come il più accreditato alla successione di Blatter. Anche l'ex colonnello svizzero, per due decenni dominus della Fifa, ricorrerà al Tas e alla giustizia elvetica. «Mi spiace di essere ancora un punching-ball. Mi sento tradito, questo è un giorno triste per il calcio» ha detto in una lunga conferenza stampa a Zurigo. L'Uefa si è detta «estremamente delusa» dalla decisione della Commissione etica, e «sostiene il diritto di Platini a un giusto processo» per la controversa vicenda dei 2 milioni di franchi svizzeri pagati dalla Fifa all'ex calciatore nel 2011, per prestazioni lavorative prive di contratto formale, svolte molti anni prima. Sono «esterrefatto che la Commissione etica neghi l'esistenza di tale accordo di lavoro», ha detto Blatter. Credevo di aver convinto i giudici». Per Blatter, il fatto che, pur interrogati separatamente, sia Platini sia lui abbiano fornito le stesse risposte su quel pagamento, dimostra la loro buona fede. «Non sopporto mi si consideri un bugiardo. Sono un uomo di principi, quali "non prendere soldi che non hai guadagnato" e "paga i tuoi debiti". Sentire che ho pagato Platini in cambio di voti per è assurdo». Blatter ha ripetuto che Platini «è un uomo onesto» e si è adirato quando gli è stato chiesto se questo caso rappresenta una rivincita sul presidente Uefa. «Non ho mai avuto l'idea di fare qualcosa contro di lui. Vi ricordo che in questo caso sono coinvolto anch'io.Non mi reputo un imbecille».